Malati di Internet: chi passa sei ore collegato in Rete. Ecco il profilo medico-psichiatrico.
L'Ospedale Generale Militare di Pechino ha dato una definizione precisa dell'Internet Addiction Disorder (IAD).
Il ministero della Salute cinese sembra intenzionato ad adottare un nuovo manuale sull’Internet Addiction Disorder (IAD) dopo la ridefinizione operata dall’Ospedale Generale Militare di Pechino su quella che a detta di molti esperi rappresenta una vera e propria malattia mentale.
A riportare la notizia il quotidiano China Daily, che specifica quali siano i nuovi sintomi che per i medici cinesi indicano la presenza dello IAD: navigazione su Internet per più di 6 ore al giorno, con pesanti interferenze sul lavoro e sullo studio, tensione e irritazione provata dall’utente che non riesce a connettersi alla Rete. Il termine Internet Addiction Disorder è stato coniato nel 1997 da Ivan Goldberg, che ne propose l’introduzione nel DSM-IV (Diagnostic and Statistical Manual of Mental Disorders), il Manuale Diagnostico e Statistico dei Disturbi Mentali, equiparandolo a un disturbo di tipo ossessivo-compulsivo. Una proposta osteggiata da alcuni esperti, che ritengono che la dipendenza da Internet non possa essere considerata una vera e propria malattia. Polemiche a parte, appare indubbio che negli ultimi anni il tema di un sano rapporto con la Rete sia dibattuto sia negli ambienti medici che in quelli professionali.
Secondo lo studio dell’ospedale cinese, i web-dipendenti si riconoscono per le attività particolari con le quali occupano il proprio tempo: giochi on line, visite nelle pagine pornografiche, reti sociali virtuali, acquisti attraverso Internet e navigazione in generale. La Cina, ricordiamo, ha la popolazione di internauti più grande al mondo, 253 milioni di netizen, il 10% dei quali, secondo gli esperti, hanno meno di 18 anni e si comportano come dei veri e propri web-maniaci.
Gli stessi esperti suggeriscono che la cura per questo tipo di problematica è molto simile a quella utilizzata nei disturbi affini, come quello ossessivo-compulsivo, e consiste nella progressiva sostituzione della vita virtuale con attività in gruppo e occasioni per socializzare nella vita reale.
Autore: Arianna Bernardini
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