Licenziamenti informatici e tecnici IT sempre più frequenti seppur per diversi motivi.Considerazioni

Ma queste dichiarazioni, pur vere, per alcune società, si scontrano con la realtà degli ultimi mesi che ha visto numerosi licenziamenti in grandi società ICT pur per motivi diversi.

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Il settore It è quello che maggiormente traina tutti i Pil delle economia mondiali e frequentemente gli amministratori delegati delle grandi società affermano che mancano professionisti, che ci sono meno assunzioni di quelle che ci potrebbero essere.

Ma queste dichiarazioni, pur vere, per alcune società, si scontrano con la realtà degli ultimi mesi che ha visto numerosi licenziamenti in grandi società ICT pur per motivi diversi in un periodo, comunque, soprattutto a livello di prospettive economiche per i prossimi mesi che non si preannuncia affatto facile.

Motorola, ad esempio, ha annunciato un nuovo taglio di circa 2500 dipendenti e con questi sono circa 10.000 i posti persi dal 2007 ina delle prime societa di cellulari.

L'azienda statunitense di telefonia mobile, che ha appena festeggiato il trentacinquesimo anniversario dalla creazione del primo telefonino, sembra non riuscire ad uscire dalla parabola discendente che già l'aveva obbligata, lo scorso mese, a scindere i suoi due più importanti settori di business (cellulari da una parte e il resto dei suoi servizi e prodotti dall'altra). E a colare a picco è in realtà il suo settore della telefonia mobile, quello per cui l'azienda è più famosa.

Con lo scopo di rendere l'azienda più competitiva, anche Michael Dell ha annunciato l'intenzione di tagliare qualche migliaio di impiegati: tradizione che si ripete ormai periodicamente ma che fino ad ora non ha dato grandi frutti, almeno non quelli sperati dall'amministratore delegato, visti i risultati dello scorso trimestre, inferiori alle previsioni. L'azienda ha confermato giovedì il taglio di 5.500 posti, a cui andranno aggiunti altri 1000 in questo nuovo trimestre.

E non rassicura di certo l'affermazione di Dell: "E' stato coinvolto ogni settore dell'azienda". Per ora non sembra che la politica dei tagli sui costi e sul personale abbia aumentato la competitività. Sicuramente non ha contribuito a mantenere un clima rilassato sul posto di lavoro".

A rincarare la dose, in questi giorni anche Google, che se fino ad oggi poteva vantarsi di non aver mai operato tagli significativi al personale, ora rinuncia al suo lodevole primato e conferma l'intenzione di lasciare a casa parte dei dipendenti recentemente acquisiti insieme a DoubleClick. Indiscrezioni non confermate (pubblicate online dal New York Times) parlano di 300 licenziamenti, ovvero circa un quarto della forza lavoro del fornitore di servizi di digital marketing.

La società di Mountain View giustifica i tagli come risultato inevitabile della fusione. Qualche impiegato è stato lasciato a casa già mercoledì mentre a qualcun'altro è stato offerto un posto transitorio, comunque destinato a concludersi una volta che l'integrazione tra le due aziende sarà definitivamente completata.

I licenziamenti seguiti alla fusione Google-DoubleClick erano stati ampiamente previsti, anche se sottostimati.

Motivi diversi, dunque, sono la cause di queste pedite di posti di lavoro, ma una domanda sorge spontanea: siamo solo agli inizi ? E in Italia cosa accadrà ?

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