Libri nuovi appena usciti, best seller e di scuola presto disponibili in digitale per decreto legge.

Il Ministero dei Beni Culturali ha varato un decreto legge che impone la digitalizzazione delle opere librarie, finalizzata a permettere anche ai disabili visivi di accedere ai contenuti dei libri.

Redazione 

Il Ministero dei Beni Culturali ha varato un decreto legge che impone la digitalizzazione delle opere librarie, finalizzata a permettere anche ai disabili visivi di accedere ai contenuti dei libri.

Come spiega Paolo Pietrosanti, uno dei promotori del provvedimento del Ministero, in un’intervista rilasciata a Punto Informatico, «parliamo di opere inedite, di opere nuove. Non parliamo di classici o di libri scelti a caso, parliamo dei duemila nuovi volumi di autori italiani ogni anno, quelli che finiscono nel circuito delle grandi librerie».

I volumi in formato digitale si prestano a una lettura mediante software di tipo text-to-speech capaci di leggere automaticamente i testi e di permettere anche a chi ha consistenti deficit visivi di assaporare il piacere di un romanzo o di studiare un libro di scuola anche senza bisogno di ricorrere alla versione in Braille.

«Con questo decreto ci possiamo assicurare che a 48 o 72 ore dall’uscita di un titolo anche noi lo si possa avere in formato digitale», precisa Pietrosanti. Il formato previsto dev’essere compatibile alla lettura da parte di software text-to-speech.

Il decreto è legato a un bando che offre 3 milioni di euro di finanziamento alle case editrici che agiranno per favorire la digitalizzazione. I tempi di attuazione del decreto saranno brevi, «anche perché c’è terreno fertile. In questi mesi negli ambienti editoriali, con incontri e seminari di lavoro organizzati dall’Associazione Italiana degli Editori, molto è stato già discusso. Molto si deve al ministro Rutelli, che ha voluto dare un’accelerazione portando l’Italia ad essere il primo paese su questo fronte», conclude Pietrosanti.
 

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