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Montano le polemiche dopo l’approvazione del Rapporto Gallo. Socialisti, Verdi, Partito Pirata svedese e attivisti della Rete contro le misure repressive invocate da PPE e ALDE.

Redazione 

La Commissione giuridica del Parlamento europeo, con 13 voti a favore e 8 contrari, ha dato il via libera al Rapporto Gallo, che prevede l’adozione di norme repressive in tema di violazione del copyright a mezzo Internet. Il testo, presentato dalla parlamentare francese dell’UMP (il partito di Sarkozy) Marielle Gallo, ha raccolto il sostegno del PPE e dell’Alleanza dei Democratici e dei Liberali per l’Europa – anche se alcuni rappresentanti dell’ALDE si sono astenuti – mentre hanno votato contro il PSE, i Verdi e il Partito Pirata svedese.

Il Rapporto Gallo appoggia le misure in corso di definizione in seno ai negoziati per l’ACTA e individua nella repressione della pirateria digitale, anche in assenza di scopo di lucro, uno degli obiettivi essenziali per la crescita economica del mercato interno europeo.

I sostenitori del Rapporto Gallo premono per l’introduzione di misure penali e l’istituzione di una sorta di polizia privata del copyright che, tramite accordi tra gli ISP e le major, assuma – come ben sintetizza AGI News – il ruolo di sceriffo, giudice e boia nei confronti dei presunti pirati, senza alcuna supervisione da parte della magistratura e senza il diritto a un equo processo.

Nessuna conseguenza, per ora, a livello giuridico, ma la direzione intrapresa con l’approvazione del Rapporto Gallo è chiara: introdurre a livello europeo la cosiddetta Dottrina Sarkozy dei three strikes. Secondo i socialisti – riferisce Punto Informatico – dietro il Rapporto Gallo ci sarebbero le grandi lobby del cinema.

Autore: Andrea Galassi

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