Leggi Internet proposte da politici italiani: no Assoprovider. I provider non sono poliziotti.
Dura presa di posizione di Assoprovider, l'associazione dei fornitori indipendenti di servizi Internet e di connettività, contro le recenti proposte di alcuni politici italiani in materia di regolamentazione della Rete.
Dura presa di posizione di Assoprovider, l’associazione dei fornitori indipendenti di servizi Internet e di connettività, contro le recenti proposte di alcuni politici italiani in materia di regolamentazione della Rete. Dopo gli interventi di Luca Barbareschi, finiscono tutti sotto una pioggia di critiche.
La Rete non si disegna così, esordisce la nota dell’associazione. Perché, spiega Assoprovider, le proposte di regolamentazione di Internet presentate negli ultimi mesi sembrano sottintendere una scarsa conoscenza del mezzo, unita a una colpevolizzazione della Rete e alla rinuncia a voler perseguire il vero colpevole di eventuali reati commessi on line.
Secondo gli ISP, l’orientamento delle proposte di legge scarica tutte le responsabilità sui fornitori di connettività, entità private che finiscono per dover assumere il ruolo di controllori dell’operato dei netizen e di corresponsabili delle violazioni commesse dagli utenti. A questo si aggiunga il fatto che le misure proposte si rivelano inefficienti nel perseguire lo scopo che si prefiggono, perché la Rete permette sempre di costruire meccanismi di elusione.
Secondo Assoprovider, inoltre, i DDL presentati vengono meno al principio che definisce innocenti tutti coloro per i quali non è stata ancora emessa una sentenza di colpevolezza. «Quando si tratta di Internet» si legge nella nota «sembra invece che le libertà fondamentali degli individui passino in secondo piano rispetto alla ricerca esasperata di un controllo che non si riesce ad ottenere».
Per questi motivi, Assoprovider annuncia che si opporrà a ogni tentativo di attribuire agli Internet Service Provider il ruolo di poliziotti della Rete. Se i disegni di legge presentati in Parlamento non saranno respinti, secondo l’associazione l’Italia rischia di ricevere provvedimenti in sede internazionale ed europea e accuse di censura.
Autore: Pierluigi Emmulo
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