Leggi Internet, politici e blogger: confronto per la prima volta. E comitato si esprimerà tra 2 mesi

Il giornalista de L'Espresso Alessandro Gilioli ha chiamato a raccolta alcuni dei protagonisti del dibattito, per discutere soprattutto dell'emendamento D'Alia al decreto sicurezza.

Redazione 

Internet, il peer-to-peer, le major discografiche e cinematografiche, gli ISP, i politici, la SIAE, i blogger, le associazioni dei consumatori, il Comitato Tecnico anti-pirateria istituito dal governo Berlusconi. Da tempo si discute della Rete, delle sue dinamiche, di come regolare il flusso e la distribuzione dei contenuti per salvaguardare la proprietà intellettuale. Non solo in Italia. Si tratta di un tema che riguarda ogni paese e che vede nella Francia la capofila di un orientamento culturale e legislativo sfociato nella contestata Dottrina Sarkozy.

Il giornalista de L’Espresso Alessandro Gilioli ha chiamato a raccolta alcuni dei protagonisti del dibattito, per discutere soprattutto del famoso emendamento D’Alia al decreto sicurezza, già approvato al Senato e che, entro un mese, sarà sottoposto a votazione anche alla Camera. Nella redazione del settimanale, si sono incontrati i deputati Antonio Palmieri (PDL), Roberto Cassinelli (PDL), Antonio Di Pietro (IDV), l’avvocato Guido Scorza e alcuni blogger italiani molto impegnati su questi temi, tra i quali Vittorio Zambardino e Antonio Sofi. Obiettivo dell’incontro: valutare se sia possibile migliorare l’emendamento D’Alia.

Cassinelli ha già presentato un Luca Barbareschi (PDL) e di Gabriella Carlucci (PDL). Ma Palmieri, pur distante dall’impostazione dei suoi colleghi, ha replicato che la Rete non può essere un porto franco e che occorre confrontarsi senza posizioni ideologiche e di pancia. Guido Scorza, più volte intervenuto sul tema, ha dato vita a una pagina wiki sul sito www.politicheinnovazione.eu.

Un incontro sicuramente utile, ma comunque al di fuori delle sedi istituzionali, come invece richiesto da numerosi protagonisti della Rete, non ultimi gli ISP facenti riferimento ad Assoprovider. L’associazione ha chiesto al governo di coinvolgere tutti gli attori che si muovo sul web, dalle associazioni di categoria a quelle dei consumatori, dai rappresentanti del mondo della cultura digitale ai fornitori di servizi e di connettività. E non di appoggiare, come sembra, solo ed esclusivamente le istanze delle major. Come si fa, chiede Assoprovider, a chiudere i lavori del Comitato in soli 60 giorni, senza ascoltare chi sulla Rete e con la Rete opera tutti i giorni?

Autore: Andrea Galassi

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