Lunedi, 13 ottobre 2008 - 13.59.33 A A A Homepage | Forum | Feed RSS


salta il menu principale







Leggi e regole su Internet valide a livello internazionale: si parla di una costituzione per il web

Qual è il modo migliore per preservare la ricchezza e il potenziale di Internet anche per le generazioni future? Juan Carlos De Martin, docente di Informatica e Internet al Politecnico di Torino, propone una Costituzione di Internet.

a cura della Redazione
 
Ricerca una notizia
 

Oltre un miliardo di cittadini del mondo ha accesso a Internet. Ogni giorno milioni di persone usano la Rete per lavorare, studiare, divagarsi, conoscere nuove persone, informarsi. E naturalmente l’accesso al web è destinato a estendersi a sempre più persone.

Internet ha rivoluzionato il modo di vivere contemporaneo, ha innestato nuovi processi produttivi e culturali, ha creato nuovi modelli di business e di condivisione e distribuzione del sapere e di contenuti.

Il funzionamento della Rete non poggia su leggi e sanzioni e non è assicurato da schiere di polizie tecnologiche. Piuttosto, come spiega Juan Carlos De Martin, docente di Informatica e Internet al Politecnico di Torino, in un intervento sul Sole 24 Ore, Internet si basa sulla libera decisione di migliaia di operatori di rispettare le specifiche tecniche di documenti noti come «richiesta di commenti», i «Request For Comments».

Tra le norme ricordiamo la neutralità della Rete, ovvero la situazione in cui, a prescindere dal provider con cui ci si connette, l’accesso ai contenuti deve essere lo stesso, tutti sono collegati a tutti. Negli ultimi anni, però, non sono poche le violazioni registrate di tali norme, soprattutto da quando è diventato tecnicamente semplice aggirarle.

Qual è il modo migliore, si chiede De Martin, per preservare la ricchezza e il potenziale di Internet anche per le generazioni future?

L’esperto propone di realizzare un «Internet Bill of Rights», una Costituzione di Internet, dove siano individuati e sanciti i principi fondanti della rete, la cui violazione pregiudicherebbe l’esistenza di Internet così come noi la conosciamo e usiamo ora.

Sulla stessa lunghezza d’onda si pone il giurista Stefano Rodotà, che, sempre sulle pagine del Sole 24 Ore, sottolinea come l’idea del diritto troppo spesso venga associata a un’immagine di imposizione.

Non è così, scrive Rodotà. Anzi, quando il diritto si pone al servizio di una libertà, questa è tutelata e protetta dalla prepotenza di interessi specifici.

Certo, la natura di Internet non consente un procedimento calato dall’alto. La Costituzione di Internet deve essere il risultato di un processo di larga partecipazione di una molteplicità di soggetti, molti dei quali sono già presenti e operanti in Rete.

Autore: Pierluigi Emmulo

Ultimi articoli correlati:

Categoria: Curiosità
Pubblicato il 29/06/2008
Le ultime news



Newsletter

Rimani aggiornato, iscriviti alla nostra newsletter!
(lun. e giov.)