Leggi contro P2P: incontro a Venezia. Decisi tavolo tra major e Governo. Vicino il modello francese?
A Venezia ha avuto luogo il convegno dal titolo 'Lotta alla pirateria e tutela dell'industria culturale italiana', in cui si sono tracciate le linee per definire le azioni da intraprendere contro la pirateria del P2P.
In occasione della 65esima Mostra del cinema di Venezia si è tenuto un convegno dal titolo «Lotta alla pirateria e tutela dell’industria culturale italiana», dal quale è emersa la volontà di istituire presto un tavolo presso la Presidenza del consiglio dei ministri per discutere come affrontare efficacemente la pirateria audiovisiva, di cui il web è il principale accusato.
Il tavolo raggrupperà tutti gli operatori della filiera interessanti, comprese le società di telecomunicazione e gli ISP, sarà presieduto e coordinato dal segretario generale della presidenza Mauro Masi e non vedrà la partecipazione delle associazioni dei consumatori, che, invece, avrebbero potuto fornire il loro utile contributo, visto che, in ultima analisi, sono proprio i consumatori ad essere accusati di comportamenti illeciti.
Secondo i partecipanti al convegno, tra i quali la SIAE, la FIMI e, come ospite d’onore, Robert Pisano, presidente della Motion Picture Association of America, il sindacato dei cinematografari hollywoodiani, che rappresenta gli interessi di Paramount Pictures, Twentieth Century Fox, Metro-Goldwyn-Mayer, walt Disney, Sony, Universal Studios, Warner Bros e via dicendo, il download di materiale coperto da copyright su Internet rappresenta la principale causa della crisi dell’industria musicale e cinematografica.
La colpa, quindi, è pressoché tutta di quegli utenti che, attraverso i canali perr-to-peer, si scambiano contenuti digitali protetti dal diritto d’autore. Nessun mea culpa, ovviamente, da parte di un’industria che stenta a interrogarsi sulle proprie responsabilità.
Secondo la FIMI, in Italia la pirateria on line ha un tasso superiore al 20%. Giorgio assumma, presidente di SIAE, è convinto che la colpa sia da attribuire alla scarsa educazione civica e a una più radicata inciviltà sociale e che la legge debba colpire anche i consumatori di prodotti illeciti, che scaricano da Internet senza autorizzazione e gli acquirenti di DVD contraffatti. Sulla stessa lunghezza anche il ministro per la Cultura Sandro Bondi, assente al convegno per un impegno a Roma.
A Venezia sono state elogiate le recenti operazioni che hanno portato alla rimozione di centinai di siti, fra i quali Colombo-BT.org, e al blocco di The Pirate Bay. E Robert Pisano ha invece espresso molta soddisfazione per la pratica della risposta graduale elaborata da Denis Olivennes e fatta propria dal governo Sarkozy: tre lettere di avviso all’utente che scarica contenuti illegali e l’eventuale disconnessione.
Forse al tavolo di ottobre si parlerà proprio di questo, ovvero di come introdurre una legge simile anche in Italia, di come coinvolgere gli ISP e obbligarli ad andare contro i principi della neutralità della Rete.
Autore: Pierluigi Emmulo
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