Leggi contro Internet e diritti utenti del governo ostacolate da nuova normativa UE

L'Unione Europea ha emanato una Raccomandazione che impone a tutti gli stati membri la promungazione di leggi che tutelino il diritto degli utenti di Internet.

Redazione 

Dal Parlamento Europeo giunge una Raccomandazione per ogni stato membro della UE, che non potrà non essere presa in considerazione nella stesura di proposte di legge che riguardano Internet. A promuoverla è stato il parlamentare greco Stavros Lambrindis e l’assemblea l’ha approvata con 481 voti a favore, 25 contrari e 21 astensioni.

I diversi principi espressi nel documento seguono tutti un comune denominatore: la tutela dei diritti degli netizen, dei cittadini della Rete. Una filosofia che possiamo riscontrare nell’ultima proposta di legge presentata in Italia dagli onorevoli del Partito Democratico Vincenzo Vita e Luigi Vimercati, e che, invece, cozza con gli approcci di alcuni punti degli altri DDL emersi in precedenza.

Internet, si legge nella Raccomandazione, deve essere un importante strumento di emancipazione degli utilizzatori e una straordinaria opportunità per rafforzare la cittadinanza attiva: ogni individuo deve avere il diritto di partecipare alla società dell’informazione e, pertanto, vanno rimossi tutti gli ostacoli del caso. Le istituzioni nazionali ed europee devono attuare una strategia globale di lotta al cyber-crimine, aggiornare la legislazione a tutela dei minori, introducendo il reato di grooming, ovvero di adescamento on line dei minori a scopo sessuale, e promuovere programmi di protezione per i bambini e di educazione per i genitori.

Sul fronte delle libertà, si deve garantire che l’espressione di convinzioni politiche controverse su Internet non sia perseguita penalmente e che nessuna legge o prassi limiti o criminalizzi il diritto dei giornalisti e dei media di raccogliere e distribuire informazioni a scopo di cronaca. Grande attenzione, infine, alle misure finalizzate al rispetto dei diritti di proprietà intellettuale, da accompagnare, però, al divieto di controllo e di sorveglianza sistematici di tutte le attività dei netizen.

Autore: Pierluigi Emmulo

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