Foto di opere d’arte italiane stanno scomparendo da Internet per una legge assolutamente da rivedere

In Italia una legge nota come “Codice dei beni culturali e del paesaggio”, legata al nome del ministro Urbani, vieta di effettuare riproduzioni fotografiche delle opere d’arte gestite dagli enti pubblici nazionali.

Redazione 

In Italia una legge nota come “Codice dei beni culturali e del paesaggio”, legata al nome del ministro Urbani, vincola in modo rigidissimo la possibilità di effettuare riproduzioni fotografiche delle opere d’arte gestite dagli enti pubblici nazionali.

Sostanzialmente vieta in modo totale di fotografare e diffondere su qualsiasi prodotto editoriale cartaceo e on line immagini delle opere d’arte, se non si dispone dell’autorizzazione ufficiale dell’ente deputato alla loro gestione.

Se questo criterio protezionistico è nato con l’intento di tutelare le opere dalla falsificazione e dalla riproduzione indiscriminata, l’effetto reale che sta producendo è quello di fare scomparire da buona parte dei cataloghi mondiali e degli strumenti editoriali di divulgazione, sia internettiani che cartacei, alcune delle più belle opere d’arte italiane.

Per esempio Wikipedia ha già eliminato le foto di alcune delle più belle opere di Leonardo, di Tiziano, di Raffaello e di Caravaggio, con danno grave alla diffusione della conoscenza.

Inutile dire che la presenza di un’opera d’arte su Internet è una forma di pubblicità all’opera stessa e induce interesse agli utenti verso la fruizione del manufatto originale.

Purtroppo il Ministero dei Beni Culturali, interrogato sul senso di questa legge varata in precedenti legislazioni, ne ratifica pienamente la validità. Segno che la logica di gestione del patrimonio culturale italiano è ancora lontana da quella visione globalistica che i mezzi contemporanei di diffusione della conoscenza richiederebbero...

Autore: Pierluigi Emmulo

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