Legge mondiale contro P2P e pirateria segreta o quasi: UE rassicura gli utenti sull'Acta

L'ACTA vuole introdurre reati legati alla contraffazione e alla violazione del diritto d'autore e inasprire le pene anche in assenza di guadagno personale. Ecco di che si tratta.

Redazione 

Ricordate le indiscrezioni trapelate nell’ultimo G8 tenutosi in Giappone riguardanti l’ACTA? Per rinfrescarvi (e rinfrescarci) la memoria, ricordiamo che l’Anti-Counterfeiting Trade Agreement è un trattato internazionale contro la contraffazione proposto nel 2007 e volto a individuare linee guida e criteri di azione per contrastare la pirateria.

Nello specifico, con l’ACTA si vogliono introdurre reati legati alla contraffazione e alla violazione del diritto d’autore e inasprire le pene anche in assenza di guadagno personale. In altre parole, si vuole colpire il P2P di contenuti digitali protetti da copyright anche se questi contenuti non sono destinati ad attività finalizzare al guadagno.

Erano circolati in Rete più documenti segreti riguardanti l’ACTA, nei quali si era potuto leggere le varie ipotesi operative, che spaziano dalla procedura ex officio all’istruzione di un’indagine in caso di sospetta violazione, mentre ad oggi per aprire un’indagine è necessario che il detentore dei diritti presenti denuncia. Si ipotizza anche il coinvolgimento dei provider, chiamati a fungere quasi come collaboratori della giustizia, in quanto si prevede l’obbligo di fornire le generalità dei presunti trasgressori, che potrebbero essere perquisiti anche in assenza di un capo di imputazione diretto.

Le ipotesi operative dell’ACTA e la segretezza con la quale le trattative erano state portate aventi avevano suscitato le proteste delle associazioni che si battono per la tutela dei diritti civili. A cercare di calmare un po’ gli animi è intervenuta in questi giorni la Commissione Europea, che ha dichiarato che l’ACTA vuole solo colpire le attività criminali, che adopererà certamente tutti i mezzi possibili, ma nel pieno rispetto della privacy, della libertà e dei diritti dei cittadini.

E in merito alla segretezza degli incontri, la UE ha voluto spiegare che non è la prima volta che decisioni riguardanti l’economia e la lotta a pratiche criminose vengano discusse senza pubblicità e con un certo livello di discrezione.

Autore: Pierluigi Emmulo

Ultimi articoli correlati:

Commenta La Notizia!