Legge 104: detrazioni con Legge Stabilità 2012 a rischio. Pensioni e permessi ok

Marcia indietro del governo Monti: nessun cambiamento né sui permessi previsti dalla legge 104 per i disabili né sulle pensioni di invalidità.

Non cambia la legge 104
 

Nessun dimezzamento dello stipendio per chi assiste disabili usufruendo della legge 104. La promessa è del ministro del Welfare, Elsa Fornero: "Non ci sarà più la tassazione dell’indennità di accompagnamento e il taglio del 50% sui permessi previsti dalla legge 104 per i disabili o la cura dei parenti affetti da handicap". La modifica alla misura inserita nella legge di stabilità, approvata nei giorni scorsi dal Consiglio dei ministri ha ottenuto il via libera del premier Mario Monti e del ministro del Tesoro Vittorio Grilli.

Il motivo di questa marcia indietro va ricercato anche nella perplessità del Quirinale che avrebbe individuato possibili profili di incostituzionalità. Queste disposizioni, infatti, avrebbe creato uno squilibrio tra i diritti dei dipendenti pubblici e quelli del settore privato, non coinvolti dai cambiamenti proposti. Il provvedimento era stato definito "scandaloso e indecente" e "inqualificabile azione politica" dalla CGIL, secondo cui saremmo stati di fronte "di fronte a un arrogante atto di discriminazione che creerà ulteriori disparità tra i cittadini". In qualche modo è stata anche ascoltata la voce di associazioni e gruppi organizzati che sin dal principio si sono schierati contro questo provvedimento. Il web si è rivelato uno strumento utile per far ascoltare e diffondere le proprie rimostranze.

In parallelo, è stata messa mano al capitolo delle pensioni di invalidità che non saranno sottoposte alla tassazione IRPEF, al contrario di quelle di guerra che faranno cumulo con il reddito. Il decreto finirà ora sul tavolo del presidente della Repubblica e successivamente sui banchi delle due Camere del Parlamento prima di diventare legge di Stato dopo la pubblicazione sulla Gazzetta Ufficiale. Nessuna marcia indietro, invece, sulla retroattività di detrazioni e deduzioni fiscali. In questo caso non hanno avuto seguito le proteste di quasi tutte le forze politiche.

Per il governo si tratta di una somma necessaria per raggiungere l’agognato pareggio di bilancio. Come argomentato dal ministro Grilli: "A regime con la nostra manovra sull’IRPEF, rimettiamo 6 miliardi nelle tasche degli italiani e ne riprendiamo 1,2 attraverso la riduzione delle detrazioni e delle deduzioni".

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