Lavorare sempre non staccando neanche quando ci si ammala: Internet e cellulari favoriscono tendenza

Una ricerca della societą TNS sugli impiegati inglesi fino ai 24 anni di etą evidenzia un fenomeno in crescita nel mondo del lavoro contemporaneo: la tendenza a staccare il meno possibile anche in caso di malattia.

Redazione 

Dallo slogan politico «lavorare meno, lavorare tutti» al motto «lavorare sempre». Una ricerca della società TNS sugli impiegati inglesi fino ai 24 anni di età evidenzia un fenomeno in crescita nel mondo del lavoro contemporaneo: la tendenza a staccare il meno possibile anche in caso di malattia.

Dietro questo nuovo comportamento sociale ci sono il timore del giudizio del capo-ufficio (67% degli intervistati), la paura di accumulare troppo lavoro (73%), la preoccupazione che la malattia possa pregiudicare la carriera (54%).

Sebastiano Bagnara, esperto di psicologia cognitiva e attento alle tematiche del lavoro e delle tecnologie, ha detto al Corriere della Sera che «stiamo passando dalla società della noia alla società della tensione continua».

Lo studioso sottolinea alcuni aspetti della questione. Innanzitutto il lavoro per obiettivi e non per orario si sta estendendo dalle professioni di fascia alta a tutta la forza lavoro, con un aumento vertiginoso dello stress. Il secondo punto è la correlazione tra società tecnologicamente avanzata e spinta a lavorare di più. L’Inghilterra, per esempio, è il Paese europeo dove si lavora maggiormente proprio perché si tratta della nazione con il più alto numero di connessioni sul posto di lavoro.

Può sembrare paradossale, ma le nuove tecnologie e la diffusione dell’informatizzazione, sino a qualche anno fa considerate il motore necessario a un alleggerimento e snellimento del lavoro, stanno invece aumentando i ritmi lavorativi dell’uomo contemporaneo.

E pazienza se ci si ammala: grazie a Internet e cellulari e palmari di ultima generazione posso svolgere il mio lavoro anche da casa o addirittura dal letto di un ospedale.

«Anche l’Italia» prosegue Bagnara «sta seguendo la tendenza inglese: all’aumentare della connessione cresce anche il lavoro senza pause, aggravato nel lavoro subordinato (tipico del lavoro giovanile) dalla logica dell’obiettivo, che introduce un controllo continuo dei risultati».

Autore: Pierluigi Emmulo

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