Lavorare nei CED: stipendi e le condizioni dei dipendenti informatici molto negative
La situazione di chi lavora nei CED (Centro Elaborazione Dati). Orari di lavoro, retribuzioni e contratti. Inchiesta di Punto Informatico.
Gli orari di lavoro, le condizioni dei contratti e gli stipendi di coloro che lavorano nei CED (Centro Elaborazione Dati) non sono dei migliori e appaiono sotto certi aspetti piuttosto negativi. A dirlo è un’indagine condotta da Punto Informatico, partita in seguito a una email di un lavoratore dei CED che si lamentava dei livelli salariali e delle turnazioni.
Prima di raccontare l’inchiesta, definiamo innanzitutto cosa sia un CED: il Centro Elaborazione Dati è l’unità organizzativa che coordina e mantiene le apparecchiature e i servizi di gestione dei dati, presente sia all’interno delle aziende private che della Pubblica Amministrazione. Le attività svolte dai CED sono molte e spaziano dalla gestione dei sistemi operativi, del software e dell’hardware alla cura dei servizi di Rete alla archiviazione digitale alla ragioneria fiscale, fino ad arrivare al customer service. In sostanza, il CED è una struttura che lavora in outsourcing e che fornisce quindi informatici e specialisti necessari alle aziende e alla PA.
Come racconta Punto Informatico, i CED sono strutturati su orari di lavoro flessibili, che dipendono molto dalle esigenze specifiche del servizio erogato: spesso i lavoratori dei CED si trovano a operare su turni lunghi, lunghissimi e H24 e quindi a prestare il loro servizio anche durante la notte. A fronte di questo impegno, però, i dipendenti dei CED non ricevono alcuna remunerazione aggiuntiva: le ore lavorate nei giorni festivi e nei turni notturni sono considerate come attività ordinaria.
Nella maggior parte dei CED viene applicato il CCNL CED, il contratto nazionale siglato in seguito all’accordo tra Assoced e UGL, senza la firma di CGIL, CISL e UIL, che stabilisce come le strutture possano ricorrere a nastri orari con turni fissi o variabili e che i dipendenti non hanno diritto alle maggiorazioni previste per il lavoro ordinario notturno e/o festivo. Punto Informatico ha cercato di contattare le associazioni imprenditoriali di categoria e i sindacati, ma è riuscito a ottenere ben poco, se non una generica consapevolezza da parte degli imprenditori che il contratto vada modificato almeno in parte. Ma per Pier Corrado Cutillo, responsabile delle relazioni industriali di Assoced, le proposte di modifica devono essere presentate dai sindacati, che a detta di una lavoratrice contattata da Punto Informatico si mostrano piuttosto assenti.
Autore: Pierluigi Emmulo
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