Italianshare.net: arrestato fondatore. Non solo per P2P. Ha venduto anche email e dati utenti
I finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Agropoli hanno messo le manette a Tex Willer, al secondo P.G, ideatore e gestore del network Italianshare. Numerosi i reati contestati al pirata.
Tex Willer è finito dietro le sbarre. Il fondatore del network pirata Italianshare è stato arrestato dai finanzieri della Compagnia della Guardia di Finanza di Agropoli (SA), coordinati dalla Procura della Repubblica di Vallo della Lucania (SA). Numerosi i reati contestati al 49enne originario di Napoli e residente ad Agropoli: condivisione di opere tutelate da copyright, con fine di lucro; frode fiscale; sostituzione di persona; falso materiale commesso da privato in certificati; falsificazione di mezzi di pagamento e detenzione e uso di carte elettroniche intestate a terzi. Al pirata sono anche contestate le pesanti violazioni amministrative previste dalla legge sul diritto d’autore nei casi di illecito condivisione di opere coperte da copyright, quantificate in un range compreso fra i 3,2 milioni e i 32 milioni di euro, si legge nel comunicato stampa diffuso dalla GdF.
L’arresto di Tex Willer è arrivato al termine delle indagini scaturite dal sequestro di cinque siti web appartenenti al network Italianshare: Italianshare.net, Musicshare.italiannetwork.net, Filmshare.italiannetwork.net, Uwp.italiannetwork.net, e Italiansexy.net. Il circuito offriva agli utenti iscritti la possibilità di fruire di link che indirizzavano al download di numerosi prodotti cinematografici, libri e riviste, serie televisive, cartoni animati, videogiochi, software, musica e contenuti di carattere pornografico. La GdF specifica che fra il materiale condiviso sul network messo in piedi da Tex Willer figurano opere musicali “pre-release” e videogiochi non ancora posti in commercio.
Spiega la GdF che i siti appartenenti al network Italianshare si presentavano come forum finalizzati alla raccolta, indicizzazione e diffusione di materiale tutelato, mediante diverse modalità che andavano dal download classico – con link verso i cyberlocker - alla fruizione in streaming di contenuti cinematografici, televisivi e musicali, fino alla condivisione di link verso piattaforme P2P quali i circuiti BitTorrent e la rete eMule.
Tex Willer si è spinto oltre. L’uomo ha infatti venduto a diverse imprese operanti nel settore pubblicitario il database di utenti iscritti ai siti pirata, mettendo a disposizione i dati forniti in sede di registrazione, le email, e gli indirizzi IP dei 300.000 utilizzatori del network. Senza previo consenso degli stessi e in violazione delle disposizioni previste a tutela della privacy, spiega la GdF. I dati sensibili sono stati ceduti per consentire l’invio agli utenti di comunicazioni, test e banner pubblicitari da parte di sei imprese acquirenti, permettendo a Tex Willer di incassare 37.000 euro. I siti web del network Italianshare erano ospitati sui server di una società di Las Vegas (USA), spazi intestati a una cittadina extracomunitaria. Tex Willer, infatti, si è servito dei dati anagrafici e dei documenti di numerose persone ignare per creare falsi documenti e identità fittizie, al fine di attivare carte di credito e prepagate per incassare i proventi dell’attività illecita e di occultare la titolarità del network pirata.
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