Invia SMS da cellulare aziendale: licenziato

Il telefono cellulare aziendale è uno strumento di lavoro e non un benefit. Licenziato un dipendente di Telecom che inviava 100 SMS al giorno per scopi privati.

Redazione 

Chi usa il telefono cellulare aziendale per scopi privati mette a rischio il proprio posto di lavoro. Una sentenza della Corte di Cassazione ha confermato, infatti, il licenziamento disposto da Telecom Italia nei confronti di un suo dipendente che aveva inviato circa 100 SMS al giorno dal cellulare di servizio, per un totale di circa 50.000 SMS accertati dall’azienda. Una valanga di messaggini che per Telecom Italia avevano comportato un costo di 6.000 euro.

La Suprema Corte ha confermato la sentenza della Corte d’Appello di Firenze, che aveva dichiarato legittimo il licenziamento dell’uomo. F.C., queste le iniziale del dipendente fiorentino di Telecom Italia, si era rivolto ai giudici sostenendo di aver agito in buona fede, poiché, secondo il suo parere, erano vietate le conversazioni telefoniche private, ma non l’invio di SMS, tanto più alla luce del fatto che il cellulare non era stato disabilitato a tale impiego.

Il fatto che l’abuso del cellulare di servizio avvenisse con l’invio di SMS e non con telefonate, si legge nella sentenza n. 5546 emessa dalla Corte di Cassazione, non esclude l’inadempimento rispetto a quanto illustrato nella scheda consegnata al lavoratore, nella quale era specificato che l’utilizzo del cellulare era consentito esclusivamente per motivi di servizio e che era vietato l’uso della SIM card per effettuare traffico a titolo personale.

Per traffico, rilevano i giudici, si intendono comprese tutte le possibili modalità di utilizzo dell’apparecchio e un telefono di servizio è per definizione interdetto all’uso privato, perché costituisce uno strumento di lavoro e non un benefit.

Autore: Arianna Bernardini

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