Ma cos'è internet?

Una domanda stratosferica. Un'infinità di risposte possibili. Ma la prima resta ancora: “informazione”.

Cosa è internet?
 

“La popolazione web è cresciuta nel mondo in cinque anni come quella della televisione in 13 e quella radiofonica in 38” così apriva circa un decennio fa la relazione pubblicata sul Morgan Stanley Internet Report. (Per la cronaca, ai tempi non c'era, mentre poi è stato possibile consultare il Morgan Stanley Releases The Mobile Internet Report, n.d.r)

Ma guardiamo ancora più indietro: nel suo 38° Rapporto sulla situazione sociale del paese 2004 anche il Censis dichiarava: “Internet è prima di tutto un grande serbatoio di informazioni a cui accedere”.

L’uso di Internet, sin dai primi anni di plebiscitaria diffusione, è subito stato inteso come mezzo di informazione, come strumento atto alla ricerca delle informazioni. Ed è quindi endemico che siano nel tempo mutate le caratteristiche dell’informazione, oggi a tutti gli effetti digitale, e siano quindi nati nuovi modi di fare informazione.

“Se non hai letto il giornale, sei disinformato. Se l’hai letto, sei male informato” diceva Mark Twain. Cosa direbbe oggi se invece del classico quotidiano dovesse commentare quella miriade di portali che uniti insieme creano il mare di informazioni del web? Probabilmente non potrebbe fare a meno di considerare la soggettività dell'utente-lettore cui non viene più proposta una manciata di informazioni su un fatto ma milioni di pagine, di studi, di interviste e approfondimenti tra cui scegliere, giuste o sbagliate, accurate o dozzinali che siano.

Uno studio americano si è focalizzato sulle scelte del nostro cervello, sul perché preferiamo una notizia a un'altra. Ad esempio, quali sono gli articoli che diventano virali finendo per essere condivisi migliaia di volte su internet e social network? Sono quelli che ci fanno pensare a noi stessi o che migliorano le nostre relazioni facendoci apparire in una luce migliore. "La gente e' interessata a leggere o condividere contenuti legati alle proprie esperienze personali o alla loro percezione di chi sono o vogliono essere - commenta Emily Falk, dell'università della Pennsylvania - Condividono cose che possono migliorare le loro relazioni, farli sembrare brillanti, empatici o apparire con una luce positiva". Ma anche quelle in cui si sentono maggiormente coinvolti, testimoni e non solo spettatori, aggiungiamo noi.

Ecco come si arriva al citizen e crowd journalism. Quel giornalismo partecipativo che nasce dall’urgenza di documentare fatti di stretta attualità grazie alla collaborazione spontanea di privati cittadini; una modalità di rilevazione informativa utile quando l’istantaneità e la presenza in loco giocano ruoli decisivi.

Ma l'informazione non è solo attualità, l'informazione è fatta anche di servizi e di consumi. Quante volte prima di comprare un pc abbiamo consultato un blog dove vari utenti davano il proprio parere su una marca o su un preciso modello? Ed è proprio guardando ai blog che le aziende hanno capito che informare non solo sul proprio prodotto ma sulle caratteristiche dei prodotti del settore di pertinenza aiutava gli utenti e creava quel rapporto di fiducia che tanto si cerca non solo su web ma, da che mondo e mondo, tra fornitore e acquirente.

Così un po' a tappeto sono nati blog interni agli stessi portali, che toccano tutti i settori. Uno dei più famosi è sicuramente quello di Adobe che offre tutorial per tutti i propri software come Photoshop. Ma ce ne sono davvero tantissimi anche per settori un po’ più di nicchia come i casino online. Una delle iniziative più interessanti è del blog di StarCasino che, oltre ad iniziative simpatiche come ricette e oroscopi, ha fatto un  glossario dei termini più usati attorno ai tavoli verdi e dei tutorial sui giochi e le tecniche più celebri.

Ora, pur tirando le somme, la risposta alla domanda iniziale comunque non cambia ed è sempre “informazione”.

A cambiare invece è il nostro modo di intendere l'informazione nell'era digitale dove reale e virtuale, on e off line si sono ormai fusi insieme.