Ecommerce in Italia 2016: nuovi dati e statistiche aggiornati

I dati aggiornati sul commercio elettronico rivelano che peggio dell'Italia fanno solo Cipro, Grecia, Bulgaria e Romania.

Ecommerce in Italia 2016: nuovi dati e statistiche aggiornati
 

Iniziamo dalla classifica dell'uso dell'ecommerce in Europa nel 2015. Tra i 28 Paesi della comunità, prima dell'Italia ce ne sono 23: Danimarca, Olanda, Svezia, Gran Bretagna, Finlandia, Irlanda, Germania, Belgio, Lussemburgo, Austria, Malta, Francia, Repubblica Ceca, Estonia, Slovenia, Spagna, Croazia, Slovacchia, Ungheria, Portogallo, Lituania, Lettonia, Polonia. Peggio fanno solo Cipro, Grecia, Bulgaria e Romania. E ancora: in Italia la quota di fatturato delle imprese derivante dalle vendite in rete è del 9%. La media europea è del 17%. E ancora: in Italia il 10% delle imprese riceve ordini via Internet mentre la media europea è del 19%.

Stando ai numeri elaborati dal Centro Studi Mm-One Group su dati Eurostat e pubblicati dal Corriere della Sera ad accompagnamento di un articolo di Gian Antonio Stella. Gli italiani che hanno fatto almeno un acquisto sul web sono il 26% mentre gli inglesi sono l'81%. Va meglio il turismo: qui in 8 aziende su 10 si può prenotare tramite computer. Insomma, lo studio ha evidenziato un ritardo dell'Italia nell'utilizzo dell'ecommerce sia tra aziende sia tra privati, nonostante la crescita degli ultimi anni. In base a una ricerca di Google commissionata a Doxa e Politecnico di Milano, Il 40% degli utenti ritiene lo smartphone fondamentale, una percentuale che sale al 56% in ambito travel e al 61% in ambito automotive.

Il 30% degli utenti afferma di avere usato un device tascabile nella fase di ricerca informazioni e nel momento precedente all’acquisto, a prescindere da dove l’acquisto ha poi avuto luogo, per esempio nel punto vendita, oppure via desktop. È inoltre rilevante subito prima della conversione. In particolare, sia che l’acquisto avvenga in negozio che online il mobile rappresenta un alleato che permette di verificare last minute e con urgenza la localizzazione dei punti vendita, funziona per un ultimo confronto di prezzi prima dell’acquisto (33%), o addirittura per verificare la correttezza delle informazioni fornite dal venditore.