Cloud computing in Italia 2013: le soluzioni e l’utilizzo rispetto alle altre nazioni

Secondo il report realizzato dall’associazione mondiale del software che tiene traccia dei cambiamenti nei benchmark delle policy sul cloud, l’Italia perde terreno.

Cloud computing in Italia 2013
 

Dal sesto al decimo posto. L’Italia perde quota nella classifica delle politiche sul cloud computing. I tre gradini del podio sono occupati rispettivamente dal Giappone, dall’Australia e dagli Stati Uniti. In ambito europeo, la prima è la Germania, subito alle spalle dei primi tre. La performance più interessante è stata registrata dal Singapore che ha scalato cinque posizioni grazie a una convincente legge sulla privacy associata alla promozione di nuovi modelli di business. Lo studio, realizzato da The Software Alliance, l’associazione mondiale del software, sulla base delle norme nazionali, è stato presentato dal BSA Global Cloud Computing Scorecard.

Nel dettaglio, i parametri presi in considerazioni sono data privacy, cybersecurity, cybercrime, proprietà intellettuale, interoperabilità tecnologica e armonizzazione normativa, libero scambio e infrastruttura ICT. Come migliorare? La ricerca suggerisce alcune linee guida: assicurare la privacy; promuovere la sicurezza e combattere il cybercrime; proteggere gli IP; assicurare la data portability e armonizzare le normative globali; promuovere il libero scambio. E poi, attenzione ai software pirata. Il loro utilizzo comparto un costo aziendale superiore a 10.000 euro.

Secondo Matteo Mille, presidente di BSA Italia, "è scoraggiante vedere che l’Italia non ha fatto progressi nell’adottare politiche che contribuiscano allo sviluppo del cloud". A suo dire "è fondamentale che l’Italia si impegni a migliorare la regolamentazione di alcuni specifici ambiti relativi al data privacy e alla proprietà intellettuale per migliorare la propria posizione e supportare la crescita del cloud".

A livello globale, per Robert Holleyman, presidente e CEO di BSA, "vediamo uno sviluppo disomogeneo nel panorama normativo per il cloud computing. Regole discordanti in ambito privacy e sicurezza stanno rendendo difficile il flusso di dati fra Paesi diversi e troppi Stati si stanno ritagliando pezzi di cloud per se stessi. Questo riduce le economie di scala di cui beneficerebbe chiunque".

Questa è la classifica globale completa: Giappone, Australia, Stati Uniti, Germania, Singapore, Francia, Regno Unito, Corea, Canada, Italia, Spagna, Polonia, Malaysia, Russia, Messico, Argentina, India, Turchia, Cina, Sudafrica, Indonesia, Brasile, Thailandia, Vietnam.