Cloud computing IBM, HP, Microsoft, 2014: investimenti e novità sempre più importanti

Le grandi aziende cercano di conquistare la maggior fetta di un mercato che entro il 2020 potrebbe valere 200 miliardi di dollari.

Cloud computing HP, IBM e Microsoft 2014: novità e investimenti
 

Il settore del cloud computing cresce sempre più ed è destinato a diventare ancora più protagonista nei prossimi anni. Parlando in numeri percentuali, e stando ai dati diffusi da Unisphere Research, divisione della società Information Today, la diffusione è passata nel mondo e nell’ultimo anno dal 29 al 37% nel campo privato e dal 14 al 26% in quello pubblico; dati che sono ancora lontani però da quello che sta succedendo in Italia, in cui si registra ancora un preoccupante ritardo.



Negli ultimi anni la tecnologia che permette di immagazzinare file personali e di sistema nella “nuvola” ha fatto passi da gigante, fino a impensierire anche i produttori di netbook e PC, che potrebbero presto non aver più ragione di costruire capienti hard disk per i propri prodotti. Le aziende sono sempre più convinte che gli investimenti nel cloud computing porteranno presto a ottimi risultati e così sono tante le piccole e grandi aziende che hanno scelto questa via. Tanto che anche la redazione di BusinessInsider si è occupata del fenomeno provando a stilare una lista delle 10 aziende più attive sul mercato. La lista comprende SoftLayer, Joyent, Citrix, IBM con il sistema operativo cloud OpenStack, Rackspace, Google che, anno dopo anno, sta facendo grandi cose, Salesforce, Microsoft che con Azure si è messa decisamente in gioco, VMware e naturalmente i pionieri di Amazon.

Tornando al caso italiano nello specifico, l’importanza del cloud è ben riconosciuta da una recente ricerca commissionata da Microsoft al Boston Consulting Group, in cui emerge come le aziende italiane che utilizzano il cloud sono cresciute più rapidamente rispetto a quelle che non lo usano: +12% di fatturato (2010-2012) e +9% di posti lavoro (2010-2013) di differenza. È la stessa Microsoft che suggerisce alle PMI di dedicarsi con più interesse al cloud, offrendo loro i nuovi strumenti di Windows 8.1 come Office 365, Windows Azure, Lync e SharePoint, che sono in grado di aiutare le imprese a semplificare la collaborazione e a beneficiare dei vantaggi del cloud computing.

Anche HP e IBM dimostrano sempre più interesse per il settore, con IBM che ha addirittura previsto un piano di investimenti pari a 1,2 miliardi di dollari a livello globale. L’azienda insomma guarda avanti, cercando di accaparrarsi una fetta di quel mercato che, secondo alcune stime, potrebbe toccare i 200 miliardi di dollari entro il 2020.