Banche a rischio fallimento e solide: i siti web di riferimento per lista aggiornata rating sicurezza e solidità

Anche attraverso il web è possibile ricavare informazioni utili sul rischio fallimento delle banche italiane nel mese di gennaio 2016.

Banche a rischio fallimento e solide: i siti web di riferimento
 

Mai come in questo periodo l'attenzione sulle banche italiane è molto alto. Le domande più ricorrenti che si rincorrono sul web sono quelle relative agli istituti solidi e a quelli a rischio fallimento in questo mese di gennaio 2016. Senza dubbio il sito ufficiale della Banca centrale italiana (www.bancaditalia.it) rappresenta l'iniziale punto di partenza per avere un quadro aggiornato della situazione. Il primo indicatore da mettere sotto la lente di ingrandimento è il Core Equity Tier 1 Ratio ovvero il rapporto fra investimenti bancari calcolati per il loro rischio e il capitale della banca. Stando a quanto fissato da Basiliea II, non dovrebbe superare l'8%.

Rimanendo nell'alveo dell'istituzionalità, anche dal sito del Ministero dell'Economia e delle Finanze (www.mef.gov.it) è possibile ricavare informazioni utili così come la posizione dell'esecutivo in merito, ad esempio, alle informazioni rilasciate dalla Banca centrale europea sulla richiesta di approfondimenti che ha contribuito alla volatilità del settore bancario sul mercato azionario. Stando a quanto diffuso dal Mef, non ci sarebbero preoccupazioni specifiche per le banche italiane, ma soltanto uno studio per identificare best practice nella gestione dei crediti in sofferenza. Notizie e analisi anche su morningstar.it, la società impegnata nella fornitura di ricerche finanziarie indipendenti.

Un sito di riferimento è sicuramente quell'Associazione bancaria italiana (www.abi.it), se non altro perché fa lice sulle nuove regole europee del bail-in sul salvataggio degli istituti in sofferenza. In particolare, il focus si sofferma sulla spiegazione delle norme e sul loro funzionamento, sull'illustrazione degli strumenti bancari a cui si applicano, sul trattamento di conti e depositi fino a 100.000 euro, sui conti cointestati, sugli strumento esclusi dal bail-in. Ad esempio, chi sa che in caso di crisi di una banca, il bail-in si può applicare anche agli strumenti finanziari in possesso dei clienti prima del primo gennaio 2016, giorno di entrata in vigore delle nuove norme?