ADSL in Italia: calano gli utenti. Manca la cultura di Internet

Nonostante l’aumento della velocità media in download, cala il numero degli accessi diretti alla rete fissa. Gli operatori sono in difficoltà. L’Agcom rivela le problematicità del mercato digitale in Italia.

Per molti utenti la strada verso l'ADSL è ancora lunga
 

Le poche certezze sullo stato di salute dell’Italia digitale vengono meno con la pubblicazione nel nuovo rapporto sulle telecomunicazioni stilato dall’Osservatorio dell’Agcom. Nel mese di settembre dello scorso anno e rispetto al trimestre precedente, si è verificata una contrazione nel numero di accessi diretti alla rete fissa. Più in generale, nell’ultimo anno, la riduzione ammonta a poco mezzo milione di clienti.

La maggiore perdita è stata subita da Telecom Italia (circa 2 punti percentuali) mentre gli altri operatori, Vodafone e Wind, hanno fatto registrare modeste crescite. Da rilevare che la ripartizione dei nuovi accessi vede Wind al primo posto seguito da Vodafone e Fastweb. In definitiva, le linee a banda larga si sono ridotte anche se è leggermente aumentata la velocità media di accesso in download.

Insomma, nonostante gli sforzi (dialettici) per ridurre il digital divide e collocare l’Italia al livello degli altri paesi europei, la situazione appare molto deficitaria. Non è un caso che recenti statistiche hanno perfino rivelato la scarsa diffusione di un PC nelle case delle famiglie italiane. La farraginosità della pubblica amministrazione, poi, è un altro esempio dello stato digitalmente semi-comatoso dell’Italia. A cercare di dare una scossa ci provano gli stessi operatori. Telecom Italia, ad esempio, ha recentemente promosso corsi di formazione per la diffusione di Internet fra gli over 60.

Tuttavia c’è da rilevare come sia aumentata la connessione in mobilità. Più esattamente, “il 45% della crescita della customer base complessiva - è scritto nel documento dell’Autorità - è dovuta all’utenza affari”. E ancora, “cresce la quota di mercato di Telecom Italia (+0,5%) e soprattutto quella di Wind (+0,9%) a scapito di Vodafone (-1,3%). L’83,2% delle linee attive sono prepagate, in leggera flessione rispetto al 3T 2010 (84,2%)”.