Internet su vecchie frequenze TV libere: test al via, ma preoccupazione per asta

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La TV passa al digitale terrestre e lascia libere alcune frequenze. L’Agcom auspica l’avvio di un’asta per assegnarle alle compagnie telefoniche e ridurre il digital divide. Ma c’è chi frena.

Corrado Calabrò
 

Entro la fine dell’anno al via l’asta per l’assegnazione delle frequenze per il digitale terrestre. Non è una certezza, ma l’auspicio del presidente del presidente dell’Autorità di garanzia per le comunicazioni, Corrado Calabrò, audito dalla commissione Lavori Pubblici del Senato. Le frequenze liberate dalle emittenti televisive (dalla 61 alla 69) – i cosiddetti white spaces – potrebbero transitare alla compagnie telefoniche. I tempi in questo caso sono un po’ più lunghi: “Al più tardi nel 2013 e forse già entro il 2013, secondo l’ultima proposta della Commissione UE al Parlamento europeo”.

In parallelo, sono iniziati i test sulle vecchie frequenze TV. Fra i primi a muoversi c’è la Regione Piemonte. Il digital divide anche qui è abbastanza pronunciato per l’ampia presenza di vaste aree montane.

In questo quadro, “la sperimentazione di nuovi modelli di accesso alla banda larga, secondo la filosofia dei white spaces – spiega l’assessore regionale allo Sviluppo Economico e all’Innovazione, Massimo Giordano – apre opportunità importanti per offrire internet veloce anche nelle aree più remote del Piemonte, abbattendo costi e impatto ambientale, com’è del resto nelle prerogative di WI-PIE, il programma della Regione Piemonte per la diffusione della banda larga”.

Ma una voce contraria all’asta di frequenze da togliere alla TV per assegnarle agli operatori della telefonia, si fa sentire in tutto il suo fragore. È Fedele Confalonieri, presidente di Mediaset, a scuotere il capo: “Rischia di essere penalizzante per la competitività della piattaforma digitale terrestre” e rappresenta “un’ulteriore contrazione di spazio fisico disponibile”. Lo scenario che si prospetta è allora il riacquisto delle frequenze da parte della TV. Una paradossale ipotesi non proprio remota.

Autore: Fabio Lepre
 

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