Internet in ufficio: 1 ora al giorno si passa a navigare online e leggere la propria e-mail
In ufficio ogni giorno si spendono circa 51 minuti nel cosiddetto cyberloafing, ovvero il tempo trascorso a occuparsi di attività personali via Internet, come leggere email private, navigare su siti non di lavoro, ecc. Ma non è un male.
Se un dipendente trascorre circa un’ora al giorno a visitare siti Internet che nulla hanno a che vedere con il lavoro che dovrebbe svolgere, il datore di lavoro potrebbe pensare che il dipendente in questione non renda al 100% e che la sua produttività non sia quella massima.
In realtà una ricerca condotta presso la NUS Business School dell’Università di Singapore sembra rilevare il contrario. I risultati indicano che ogni giorno si spendono circa 51 minuti nel cosiddetto cyberloafing, ovvero il tempo trascorso a leggere news, a controllare la propria casella di posta elettronica, ad aggiornare il proprio profilo su Facebook o MySpace, a scommettere on line sulla vittoria della propria squadra di calcio e così via.
Ebbene, dice la ricerca, questa sorta di otium non sottrae produttività, anzi, rende il lavoro più piacevole e predispone il dipendente a un atteggiamento più positivo nei confronti degli impegni che deve portare a termine. Certo, la ricerca non ha pretesa di scientificità assoluta, anche perché si basa in parte sulle risposte degli intervistati, cioè dei dipendenti stessi, che nel 75 per cento dei casi dichiarano che il cyberloafing renda, appunto, più stimolante la giornata lavorativa.
In ogni caso, suggeriscono i ricercatori, appare necessario rapportarsi a questo fenomeno con un certo equilibrio: il datore di lavoro dovrebbe stilare una policy aziendale che conceda un certo spazio ai momenti di relax, senza però lasciare i dipendenti a briglia sciolta. Fermarsi qualche minuto ogni tanto per ricaricare le energie può senza dubbio portare giovamento in termini di produttività.
Autore: Pierluigi Emmulo
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