Internet e televisione: i ragazzi le usano insieme contemporaneamente. Ecco come fanno.

Si guarda la televisione, si naviga nel web e lì si seguono video e web tv, si fanno solitari, si spediscono e-mail o si chatta. E tutto in una sola volta.

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"I ragazzini di oggi sono i consumatori dei media di domani" spiega Peter Grunwald, che ha condotto una interessante ricerca tra il rapporto tra Internet e televisione: giovani, giovanissimi e bambini sono i nuovi protagonisti e le loro abitudini risultano diverse dal solito. Innanzi tutto, per loro regna il multitasking.

Si guarda la televisione, si naviga nel web e lì si seguono video e web tv, si fanno solitari, si spediscono e-mail o si chatta.

E tutto in una sola volta.

La predisposizione al multitasking è perfino volutamente stimolata dalle aziende che in televisione rimandano a indirizzi web e nell'internet rimandano a canali tv. La ricerca - che ha studiato le abitudini dei ragazzi fra i 9 e i 17 anni - si focalizza proprio su questo tipo di rimandi incrociati.

Il 64 per cento degli intervistati dichiara di guardare la tv e navigare allo stesso tempo. Si sta in sala, si accende la televisione, poi il pc e così si trascorre il tempo.

Si è attratti da un prodotto, da una pubblicità, da un notiziario, da un sondaggio? Lo si cerca nel web, si approfondisce e non solo: il 45 per cento dei giovani manda messaggi istantanei agli amici commentando quello che si sta guardando. Non si è sullo stesso divano? Si guarda e si condivide attraverso una finestra virtuale.

Di questo 64 per cento, il 47 dichiara che l'attenzione è dedicata innanzi tutto al pc e che solo secondariamente si presta orecchio alla televisione.

Qualcosa è cambiato rispetto alle generazioni precedenti: la passività dello spettatore che riceve – messaggi pubblicitari od ogni genere di programma – sta tramontando. Il protagonista di questo nuovo tipo di intrattenimento si informa, prende spunto, approfondisce e perfino produce.

Può creare una sorta di pubblicità del proprio programma preferito, per esempio. Parlandone con gli amici, segnalandolo su Twitter, approfondendo sul proprio blog. E infatti il 27 per cento dei ragazzi lo fa.

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