Internet delle cose: linee guida UE per il web degli oggetti interconnessi sempre e ovunque
La Commissione Europea ha adottato due nuovi documenti relativi alla governance del web e alla cosiddetta Internet delle cose.
La Commissione Europea ha adottato due nuovi documenti relativi alla governance del web e alla cosiddetta Internet delle cose. Nel primo, Bruxelles ribadisce la volontà di avviare una nuova strategia multilaterale nella gestione della Rete, ad oggi appannaggio dell’ICANN. Il secondo documento, invece, focalizza l’attenzione dell’UE sull’Internet delle cose, ovvero le reti create da apparecchi quasi invisibili collegati fra di loro e lo scenario che vedrà oggetti di uso comune interfacciati alla Rete.
Sono 14 le azioni identificate da Bruxelles per far sì, come ha spiegato il Commissario UE per la Società dell’Informazione e i Media Viviane Reding, che gli europei guidino la tecnologia invece di farsi guidare da essa. Ogni giorno, nuove applicazioni connettono gli oggetti a Internet o ad altri oggetti, come le auto connesse ai semafori per la gestione del traffico, la domotica e le applicazioni casalinghe per il power grid. La promessa di questo nuovo tipo di sviluppo di Internet, ha detto la Reding, è senza limiti, come senza limiti è il numero degli oggetti d’uso quotidiano coinvolti.
Ecco, dunque, i 14 campi d’azione sui quali l’UE vuole essere protagonista: governance, privacy e protezione dei dati, diritto al «silenzio dei chip», rischi emergenti, risorse vitali, standardizzazione, ricerca, partnership tra pubblico e privato, innovazione, consapevolezza delle istituzioni, dialogo internazionale, ambiente, statistica, evoluzione.
Una nota di approfondimento merita l’espressione «il silenzio dei chip»: la Commissione vuole garantire il diritto delle persone di disconnettersi dal proprio ambiente di rete in qualsiasi momento, per tutelare la propria privacy. I cittadini dovranno poter gestire a 360 gradi le etichette RFID, dalla lettura fino alla loro disattivazione.
Autore: Arianna Bernardini
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