Sito web scrive intercettazioni tra Berlusconi e Confalonieri "piccanti". Tutti ci cascano. E ora?
Un blogger scrive un post in cui pubblica la trascrizione di una telefonata tra Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri. La telefonata è fasulla, mai esistita, ma si diffonde in modo virale.
Una bufala. Si dice così quando viene diffusa una notizia che poi si rivela totalmente falsa. Giorni fa l’Espresso aveva pubblicato alcune intercettazioni tra politici, dirigenti Rai e produttori televisivi. I rumors dicevano che avrebbe dovuto esserci anche una seconda puntata, con altre intercettazioni, che però non sono mai arrivate.
A questo punto un blogger scrive un post in cui pubblica la trascrizione di una telefonata tra Silvio Berlusconi e Fedele Confalonieri. La telefonata è fasulla, mai esistita. Il post è un esercizio di satira, nulla di più.
Ma il sito scandalistico Dagospia, gestito da Roberto D’Agostino, cita la presenza in Rete di una nuova telefonata intercettata. Inizia il tam tam e Adnkronos inserisce la news in un lancio d’agenzia. Sia Dagospia che Adnkronos non citano la fonte e, probabilmente, leggono il post in maniera frettolosa, senza accorgersi della natura satirica del pezzo.
Dalla blogosfera la notizia arriva dunque nei canali di informazione ufficiali e giunge sino agli ambienti di Palazzo. L’autore del blog, La Privata Repubblica, che preferisce mantenere l’anonimato, scrive a D’Agostino: «Sono il responsabile di …com, l’intercettazione è chiaramente falsa, vorrei una piccola puntualizzazione prima di trovarmi folle inferocite sotto casa. Grazie, LPR». D’Agostino, che ha preso una cantonata, risponde piccato: «Chiaramente? Mah, mica tanto. Comunque, tale manciata di cattivo gusto la riservi per i suoi amici più intimi».
Intanto, come detto, la notizia è arrivata nelle stanze del potere. Niccolò Ghedini, legale di Silvio Berlusconi, commenta: «Trattasi di un testo con ogni evidenza gravemente diffamatorio e per il quale saranno esperite tutte le azioni giudiziarie del caso, diffidando chiunque nel contempo a pubblicarlo o a riprenderne anche parzialmente il contenuto».
Fedele Confalonieri diffida ogni organo di informazione alla diffusione in tutto o in parte della falsa telefonata e annuncia: «Contro chi dovesse contravvenire saranno proposte tutte le azioni giudiziarie in ogni sede competente».
Intanto l’Adnkronos invia un lancio in cui afferma che il blog rischia il sequestro da parte della magistratura romana. E poco dopo sul blog La Privata Repubblica appare la scritta «Sito web in manutenzione». Forse una mossa del blogger per scongiurare l’ipotesi di chiusura. In realtà, lo stesso blogger, raggiunto dagli organi di informazione, spiega che il server non ha retto all’ingente afflusso di contatti. E a proposito del post incriminato aggiunge: «Bastava leggere la prima parte, la chiosa iniziale, per capire che si trattava di una zingarata».
Forse la prima parte è stata letta con poca attenzione, forse davvero il post sembrava verosimile. Resta il fatto che Dagospia e Adnkronos, non proprio due sprovveduti, ci sono cascati in pieno.
Autore: Pierluigi Emmulo
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