Intercettare telefonate con Skype è impossibile e i mafiosi usano il VoIP sempre più

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Le comunicazioni effettuate tra due personal computer tramite Skype non possono essere intercettate dalle forze dell'ordine. La mafia inizia a farne uso.

Redazione 

Forse la maggior parte dei circa 400 milioni di utenti nel mondo che utilizzano Skype per effettuare telefonate in VoIP non sa che gli sviluppatori del software hanno realizzato un sistema di criptazione dei dati impossibile, almeno per il momento, da violare. Significa, in altre parole, che le comunicazioni effettuate tra due personal computer tramite Skype non possono essere intercettate dalle forze dell’ordine.

Fino a poco tempo fa, neanche la malavita organizzata e le organizzazione mafiose erano a conoscenza dell’esistenza di uno speciale algoritmo messo a punto dalla Skype Limited, ma due mesi fa gli uomini della Guardia di Finanza di Milano hanno intercettato una conversazione telefonica fra un trafficante di cocaina e un complice, nella quale il primo invitava l’altro a discutere dei dettagli di un’operazione su Skype. Il software, quindi, viene sempre più utilizzato anche da mafiosi, trafficanti di droga e criminali, che hanno capito di poter parlare in VoIP senza il rischio che le loro conversazioni siano registrate dagli strumenti tecnologici a disposizione degli inquirenti e delle forze dell’ordine.

Un tecnico che collabora con la Procura di Milano ha spiegato a Repubblica.it che Skype trasforma la voce di chi parla in pacchetti di dati digitali che viaggiano in Rete e che vengono criptati in base a un algoritmo segreto. A ciò si aggiunge il fatto che la procedura di autenticazione da parte degli utenti risulta invulnerabile, in quanto il software genera password monouso temporanee ogni volta che si avvia una comunicazione. Le autorità giudiziarie e di polizia italiane hanno cercato di ottenere la collaborazione di Skype, che, però, ha negato la propria disponibilità, spiegando che la sede legale dell’azienda è in Lussemburgo e che, quindi, Skype non è soggetta alla normativa italiana del Codice di Comunicazione.

Anche il ricorso alla rogatoria internazionale appare sostanzialmente privo di efficacia, perché Skype ha spesso risposto di non essere in grado o di non essere disposta a mettere a disposizione la tecnologia necessaria a decrittare le conversazioni. Al momento, l’unica strada percorribile per contrastare le organizzazioni criminali e i delinquenti che utilizzano Skype sembra essere il ricorso alle tradizionali intercettazioni ambientali. Gli investigatori, cioè, devono individuare i terminali utilizzati per accedere a Skype e cercare di inserire microspie e cimici negli apparecchi.

Autore: Arianna Bernardini

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