Instagram: che cos'è e come si usa

Instagram: che cos'è e come si usa

La popolare applicazione per fare foto 'artistiche', dopo la versione per Android, è stata venduta a Facebook. Cambierà qualcosa per le foto online?

Roberto Laghi 

Instagram è probabilmente l'applicazione più popolare per realizzare fotografie con uno smartphone. Disponibile dal 2010 per iOS, da circa una settimana è arrivata anche sui telefoni Android, registrando numeri da record già dalle prime ore. Probabilmente era l'applicazione più invidiata nell'eterna contrapposizione tra androidiani e fan della Mela.

L'arrivo della versione per Android, che nei primi giorni è stata aggiornata tre o quattro volte, è probabilmente legata alla vendita di Instagram a Facebook: un numero maggiore di utenti significa una più grande fetta di mercato e quindi un prezzo più alto sul mercato. Così l'azienda guidata da Mark Zuckerberg ha acquisito Instagram per un miliardo di dollari. L'obiettivo? Sviluppare migliori servizi per la condivisione fotografica. Dopotutto Facebook è diventato il social network su cui sono condivise più fotografie in assoluto.

Ma come funziona Instagram? Con qualche differenza tra le versioni per Android e per iPhone (più che altro legati alla gestione dei processi), l'applicazione è molto semplice: si possono scattare fotografie con un clic, aggiungendo un effetto a scelta tra quelli disponibili, che permettono di dare alla foto un tocco artistico e “invecchiato”. Il secondo passaggio prevede la condivisione social: le immagini possono essere corredate da una didascalia (ed eventualmente anche qualche hashtag che ne descriva il contenuto) e condivise anche su altri social network (come Twitter, Facebook) oppure su altri servizi, come Tumblr.

Il formato della foto e gli effetti di Instagram sono ormai diventati degli standard riconoscibili e diffusi ovunque. C'è chi sostiene (almeno in parte a ragione) che questo abbia poco a che vedere con la fotografia vera e propria: Smargiassi, sul suo blog su Repubblica, sottolinea come la rivoluzione non sia data dal passaggio dall'analogico al digitale, ma dalla possibilità di condividere ogni scatto istantaneamente con un pubblico potenziale enorme.

Ma Instagram è anche altro, come commenta Boccia Artieri: “viviamo in un’epoca in cui cediamo pezzi di 'senso' personale e connesso a fronte di alcuni servizi che consentono di uniformare le nostre immagini attorno ad un appiattimento del gusto guidato da pochi filtri che rendono le nostre foto così tutte uguali da rassicurarci”.

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