Informatica, Internet e crisi economica: meno investimenti, licenziamenti ma non la bolla del 2001
La situazione del comparto tecnologico e IT nel clima attuale di crisi economica. Le valutazioni degli analisti.
L’andamento delle Borse mondiali nelle ultime due settimane segnala una situazione di forte incertezza. La crisi finanziaria che sta colpendo l’economia globale sta trascinando in un vortice di ribassi, recuperi e rialzi i principali titoli oggetto delle contrattazioni e a farne le spese sono anche quelli tecnologici.
Il comparto tecnologico è destinato, secondo gli analisti, a subire un rallentamento, anche se stimarne l’effettiva entità appare prematuro e difficile, proprio per l’altalena che sta caratterizzando i mercati finanziari. Tuttavia, gli analisti sono concordi nel ritenere lontano lo spettro della bolla speculativa verificatasi nel 2001 e che coinvolse numerose dot.com. Resta, in ogni caso, una forte preoccupazione, legata soprattutto al fatto che, come scrive Gianni Rusconi su Il Sole 24 Ore, i servizi finanziari assorbono tra il 20 e il 25% della spesa informatica mondiale e che le società del settore investono circa il 7% del fatturato nelle risorse IT e di Rete. Ne deriva che per le aziende del settore tecnologico sarà più difficile attingere a nuovi finanziamenti provenienti dai venture capitalist e dai fondi di private equity, nonché ottenere linee di credito dagli istituti finanziari.
Tuttavia, sottolineano gli analisti, i processi aziendali sono sempre più strettamente legati alle tecnologie e pertanto la vendita di sistemi informativi non dovrebbe subire pesanti ripercussioni. Secondo alcuni istituti di ricerca e di analisi, le maggiori flessioni della spesa delle aziende per il comparto IT dovrebbero registrarsi nelle soluzioni di storage, nei server e nei PC desktop, mentre la soluzioni per la sicurezza informatica potrebbero trarre beneficio da fasi di recessione economiche, spesso caratterizzate da un aumento vertiginoso di cyber-attacchi da parte dei pirati informatici. Secondo Jim Whitehurst, CEO di Red Hat, il comparto meno colpito sarà quello dell’open source, in quanto più capace di fornire soluzioni personalizzate a un prezzo più conveniente rispetto alle piattaforme proprietarie.
Non tutti gli analisti, però, mostrano ottimismo. Secondo Forrester Research, per esempio, oltre il 40% delle grandi aziende mondiali ha già tagliato nel corso del 2008 il proprio budget di spesa IT. Di contro, Gartner si dice piuttosto fiduciosa, mentre l’Osservatorio Europeo delle Tecnologie dell’informazione arriva addirittura a prevedere una crescita robusta del settore anche per il 2009, quando gli effetti della crisi in corso dovrebbero essere più evidenti.
Infine, il crollo di alcuni titoli tecnologici nelle Borse potrebbe favorire fusioni e acquisizioni, che, però, se da un lato produrrebbero assetti più robusti, dall’altro potrebbero generare la necessità di tagli del personale. Tagli che già sono in corso anche in assenza di acquisizioni, come dimostra il licenziamento di oltre mille addetti annunciato negli ultimi giorni da Yahoo!.
Autore: Pierluigi Emmulo
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