IMU 2013: prima casa. Nuova data mini rata IMU nuova scadenza 24 gennaio 2014. Chi, quando, come deve pagare. Calcolo e regole

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Il pagamento della mini rata IMU Ŕ slittato al 24 gennaio 2014. ╚ quanto previsto negli emendamenti del Governo alla Legge di StabilitÓ.

Mini IMU 2014
Marcello Tansini 

Nonostante il decreto legge n. 133 del 30 novembre 2013 abbia sancito l’abolizione della IMU 2013 per le abitazioni principali non di pregio, i contribuenti devono concorrere al recupero dell’eventuale differenza tra l’imposta che scaturisce dall’applicazione dell’aliquota IMU e della detrazione deliberate dal Comune per il 2013 e quella che risulta dall’applicazione dei parametri standard fissati dalle norme statali.

A carico dei contribuenti resta il 40% di tale importo. Il termine ultimo entro cui versare quanto dovuto era stato fissato al 16 gennaio 2014, ma con gli emendamenti alla Legge di Stabilità il Governo Letta ha spostato la scadenza al 24 gennaio 2014.

Devono pertanto pagare la mini IMU sulla prima casa tutti i contribuenti residenti in quei Comuni ove si è deliberato per il 2013 un aumento delle aliquote IMU rispetto a quella base prevista a livello nazionale.

Per il calcolo dell’importo dovuto, si deve partire come sempre dalla base imponibile, data dalla rendita catastale rivalutata al 5% e poi moltiplicata per il coefficiente di riferimento (160). All’importo ottenuto si deve aggiungere l’aliquota al 4 per mille e quella decisa dal singolo Comune. Da tenere in considerazione anche le detrazioni per la prima casa (200 euro) e per eventuali figli conviventi minori di anni 26 (50 euro per ogni figlio). Si dovrà quindi fare la differenza tra l’aliquota IMU decisa al rialzo dal Comune e quella al 4 per mille. Il contribuente dovrà infine versare la differenza al 40%.

Il Corriere della Sera ha raccolto le aliquote oltre lo 0,4% deliberate nei capoluoghi di provincia e di regione in Italia. Andiamo a illustrare alcuni dati. Aliquota allo 0,6% nelle città di Agrigento, Alessandria, Ancona, Benevento, Caltanissetta, Caserta, Catania, Catanzaro, Cosenza, Cremona, Crotone, Frosinone, Messina, Milano, Napoli, Parma, Perugia, Piacenza, Potenza, Rieti, Rovigo, Siena, Vibo Valentia.

Aliquota allo 0,5% a Belluno, Bologna, Campobasso, Novara, Reggio Emilia, Rimini, Roma, Verona. Aliquota allo 0,55% ad Avellino, Foggia, Forlì, Terni, Verbania. Aliquota allo 0,58% a Genova, allo 0,44% a Grosseto, allo 0,56% a Livorno, allo 0,52% a Modena, allo 0,48% a Palermo e Pavia, allo 0,47% a Salerno, allo 0,46% a Teramo, allo 0,45% a Varese, allo 0,575% a Torino. 

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