Imprese "made in Italy": e-commerce, Internet e informatica mancano, ma sarebbero fondamentali

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Un rapporto stilato dalla School of Management del Politecnico di Milano spiega come le tecnologie dell’information technology possono dare un robusto contributo allo sviluppo dell’universo della PMI.

Redazione 

L’universo della produzione italiana è prevalentemente basato sulle aziende di piccola e media dimensione. Un tessuto produttivo molto attivo, ma incapace di affrontare grandi livelli di investimento in soluzioni informatiche.

Eppure le tecnologie dell’information technology possono dare un robusto contributo allo sviluppo dell’universo della PMI. Per definire in modo più preciso in che modo le aziende italiane potrebbero ottenere vantaggi rilevanti dall’integrazione di nuove soluzioni IT, è stato pubblicato un rapporto stilato dalla School of Management del Politecnico di Milano.

Quattro le aree applicative prese in esame: strumenti per l’e-commerce B2C e il marketing digitale; le soluzioni B2B, Supply Chain Management e e-procurement; soluzioni mobile & wireless; strumenti del Web 2.0.

L’e-commerce è ancora poco sfruttato dalle aziende del nostro paese, che non hanno trovato ancora il pieno valore di utilizzo del mezzo. Una soluzione che completa in modo virtuale il rapporto con il cliente basato sul punto vendita, specialmente se ben associata a sistemi di CRM evoluto, può portare grossi benefici in termini di rapidità ed efficienza nel processo di distribuzione.

Il Web marketing rappresenta una frontiera importante, in via di energico sviluppo, in cui si abbattono i costi per contatto, mentre la possibilità di misurare in modo puntuale gli esiti di una campagna diventa molto più attuabile.

Nel B2B, il Supply Chain Management, l’e-procurement e i sistemi di Sales Force Automation possono ottimizzare i percorsi di gestione delle merci e delle fatturazioni riducendo in modo considerevole il costo di ogni ordine.

Il mobile marketing è ancora ai primi passi, ma anche in questo campo i benefici sono enormi, considerando innanzi tutto la possibilità di raggiungere ogni singolo potenziale acquirente in modo diretto e personale.

Il Web 2.0, le cui potenzialità sono ancora pochissimo comprese dall’universo aziendale, chiama in causa invece in prima persona il destinatario dell’azione di vendita e della comunicazione di marketing, trasformandolo da soggetto passivo a protagonista attivo nel rapporto con l’azienda e portandolo a una partecipazione diretta alla definizione dei vantaggi reali apportati dall’acquisto dei suoi prodotti e servizi.

Autore: Pierluigi Emmulo

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