Il color “Magenta” non può essere utilizzato da nessuno: è di proprietà di Deutsche Telekom
Il colore “Magenta” è stato utilizzato nella “T” del logo di Deutsche Telekom, e questo ha permesso di proibirne l’utilizzo tramite una registrazione di marchio.
Applicare a un colore il copyright di un’azienda sembra impensabile, ma Deutsche Telekom l’ha fatto: il colore “Magenta”, definito dal codice CTM 002534774, è stato utilizzato nella “T” del logo della potente azienda di telecomuniczioni tedesca, e questo ha permesso di interdirne l’utilizzo tramite una registrazione di marchio. Lo stesso ha fatto Red Bull, attribuendosi la proprietà del CTM 002534774, una tonalità blue/silver particolare.
In pratica, se un’azienda o un qualsiasi utente vuole utilizzare a fini economici quello specifico colore, incorre nel rischio grave di ricevere una denuncia per violazione di marchio registrato. O così almeno è nelle intenzioni sia di Deutsche Telekom che di Red Bull.
In realtà però non si tratta di un diritto di proprietà legittimo, secondo l’Unione Europea: l’articolo 4 del Regolamento UE sui marchi registrati definisce che la registrazione è possibile “solo per i simboli rappresentabili graficamente” e quindi non per un colore. L’articolo 7 poi incalza: “Non si possono registrare simboli non conformi a quanto previsto dall’art. 4”.
In questo senso sembra una partita persa in partenza. In realtà la diatriba legale è più sottile, perché le norme suddette sono del 1993 e con l’avvento di Internet determinate consuetudini di utilizzo sono cambiate. Ma la consuetudine non basta a cambiare una legge o una normativa che vale di diritto. In questo senso i legali di Telekom stanno combattendo la loro battaglia per portare a un aggiornamento la normativa.
La posta in gioco è alta, perché Deutsche Telekom in questo momento soffre di una perdita costante di utenza e perdere anche l’autorevolezza sul marchio indurrebbe un danno d’immagine estremamente grave che potrebbe fare crollare ulteriormente la fiducia dei consumatori nell’azienda.
Autore: Pierluigi Emmulo
- Articolo precedente iPhone in Italia: nel nuovo firmware trovati indizi di TIM. Il distributore sarà Telecom Italia?
- Articolo successivo Riparazioni computer: IBM presenta le prime soluzioni di macchine che si autoriparano