Guadagnare con il P2P mettendo a disposizione i propri file con il servizio Grooveshark

Uno dei tentativi di legalizzare il sistema che tutte le case discografiche e di produzione vorrebbero stroncare è costituito da Grooveshark.com.

Redazione 

I dischi rigidi dei computer sono diventati ormai degli archivi straordinariamente ricchi di file e di contenuti multimediali. Normalmente a questi attingono le applicazioni P2P (peer-to-peer) che permettono di mettere in condivisione i file con tutti gli altri utenti del mondo che utilizzano lo stesso servizio.

Uno dei tentativi di legalizzare il sistema che tutte le case discografiche e di produzione vorrebbero stroncare è costituito da Grooveshark.com. Si tratta di un sito dove gli utenti possono uploadare i file musicali del loro disco rigido per permettere agli altri utenti di condividerli mediante un facile scaricamento. Dov’è la differenza, ci si può chiedere? Sta tutta nel fatto che il servizio di downloading è a pagamento, ma rende a chi ha fatto l’upload una percentuale di quanto chi scarica è tenuto a pagare.

In sostanza un file da scaricare costa a chi lo prende 99 centesimi di dollaro. Di questi, 25 centesimi vanno a chi ha fatto l’upload del file, altri 25 centesimi a Grooveshark come fornitore della piattaforma di servizio e la restante parte alla casa discografica proprietaria dei diritti d’autore.

Nel sito ci sono poi una quantità di sezioni in cui gli utenti possono scambiare idee, informazioni e punti di vista, in pieno stile Web 2.0 e di social network. Magari proprio questa può essere una strada percorribile, a patto che gli utenti non si limitino a uploadare i propri file e poi, al momento di scaricarli, non continuino a farlo tramite i peer-to-peer illegali ma del tutto gratuiti...

Autore: Pierluigi Emmulo

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