Posizionamento su Google siti web e indicizzazione: intelligenza ufficiale già usata al 15% nel 2015. E nel 2016 aumenterà

Continua a essere in continua evoluzione il funzionamento del più importante motore di ricerca in termini di posizionamento dei siti.

Posizionamento su Google siti web e indicizzazione
 

Nei risultati del motore di ricerca Google, un ruolo sempre più centrale sarà ricoperto da RankBrain. Si tratta di una tecnologia capace di interpretare query sconosciute al sistema anche per velocizzare le operazioni. A quanto pare, il 15% delle ricerche effettuate sul più popolare motore di ricerca del web risultano completamente sconosciute e qui entra in gioco il nuovo sistema. A spiegarlo a Bloomberg è stato Greg Corrado, un ricercatore senior di RankBrain, che ha fatto presente come le prospettive siano in costante evoluzione. In linea teorica, propone infatti risultati più mirati rispetto ad argomenti specifici. A suo dire Google senza RankBrain sarebbe come Wikipedia senza la metà delle sue pagine.

Il funzionamento di RankBrain è piuttosto complesso e si basa su algoritmi in grado, appunto, di dare un senso e contestualizzare nella maniera più precisa possibile le query degli utenti, sia che si tratti di poche parole sia di frasi più articolate. Tuttavia non andrebbe messo in conto alcuno stravolgimento rispetto ai sistemi utilizzati adesso per il posizionamento dei siti e sulla generazione delle Serp ovvero le pagine dei risultati. Siamo comunque davanti a un ennesimo sforzo della multinazionale di Mountain View nell'innalzamento del livello di intelligenza artificiale sia nell'ottica del perfezionamento del suo motore di ricerca e sia, naturalmente, dell'advertising.

Il nuovo approccio, poi, sta coinvolgendo anche altri big del settore nel rispettivi campi di applicazione e non solo Google. Come Facebook, ad esempio, per gli articoli presenti nella newsfeed dei suoi iscritti, e naturalmente come Microsoft che gestisce un proprio motore di ricerca, il ben noto Bing. Come riferito da Corrado nel corso dell'intervista, l'intelligenza artificiale applicata al motore di ricerca "non è solo uno siero magico che si versa su un problema e lo rende migliore. Ci sono voluti un sacco di studi e analisi al fine di costruire qualcosa che abbiamo davvero pensato che valeva la pena di fare".