Foto su mappa di Google riprende una casa violando la privacy degli inquilini. La storia

Google Street View ha pubblicato le immagini di una casa violando la privacy di due cittadini americani. Questi hanno sporto denuncia.

Redazione 

Google Street View è il servizio di Google lanciato nel 2007 che arricchisce Google Maps con immagini che ritraggono i luoghi reali corrispondenti a quelli rappresentati schematicamente nelle cartine interattive. Viene effettuato ad opera di dipendenti Google che su mezzi attrezzati di videocamere percorrono le strade di una regione e filmano tutto quello che si vede.

In un eccesso di zelo, ultimamente gli addetti alle riprese delle strade hanno anche ripreso immagini di una casa a Pittsburgh, in Pennsylvania, dove vivono i coniugi Boring. Due persone estremamente riservate che sono rimaste turbate a scoprire che la loro abitazione sia finita su Google e, contrariamente al loro desiderio di proteggere al massimo la privacy e la riservatezza, sia diventata di dominio pubblico.

Immediatamente i due hanno denunciato la società di Mountain View per violazione della privacy, chiedendo l’immediata rimozione delle immagini e un risarcimento per danni pari a 25.000 dollari. Il loro attacco si basa sul fatto che la strada percorsa dai fotografi di Google recava in chiara evidenza il cartello “strada privata”.

La risposta di Google è arrivata rapidamente: non ci sono problemi a rimuovere le foto – che nel frattempo hanno fatto il giro del mondo finendo su blog e siti di carattere giornalistico... – ma di indennizzo non se ne parla proprio, perché, come argomenta Larry Yu, portavoce di Google: «Le immagini per Street View sono prese da strade pubbliche: tutto ciò che qualunque persona può facilmente vedere o catturare è di pubblico dominio».

La controversia, tuttora in atto avrà presto un epilogo. Intanto le associazioni di difesa dei diritti della privacy hanno colto la palla al balzo per lamentare ancora una volta a Google un approccio troppo disinvolto nei confronti dei diritti di tutela dei dati personali del singolo cittadino. E la partita è aperta.

Autore: Pierluigi Emmulo

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