Google più importante di una nazione del G8 e Apple non scherza. Molti rischi per Tremonti.

Il ministro dell’Economia è preoccupato per la pervasività di Google, che metterebbe a rischio la tenuta dei sistemi democratici.

Redazione 

Google conta oramai più di un paese del G8 nella vita quotidiana delle persone. E questa novità crea problemi per la democrazia. È l’opinione di Giulio Tremonti, ministro dell’Economia, emersa in occasione di un dibattito su democrazia e capitalismo ospitato nell’ambito del workshop Ambrosetti, cui ha partecipato l’ex presidente della Camera e ex leader di Rifondazione Comunista Fausto Bertinotti.

Il ministro Tremonti invita a prestare attenzione a Internet e alle nuove tecnologie, che pongono – per la verità da anni – nuove sfide per i sistemi democratici. Secondo il titolare dell’Economia, se si guarda a Google, ci si rende conto che il colosso di Mountain View è più significativo di un paese del G8, perché «modella la vita di tutti noi». Tremonti non nasconde la sua preoccupazione: «Che democrazia c’è in Google, dove tutto si trasmette in tempo reale? Chi controlla?».

Le grandi crisi e i grandi cambiamenti dei tempi passati – sostiene il ministro – sono stati causati dall’apertura degli spazi. Ora, però, alla complessità dell’apertura dello spazio geografico – la globalizzazione – si aggiunge un’altra grande complessità: l’apertura dello spazio virtuale. Secondo il ministro – che si rammarica per come sia stato approcciato il tema delle intercettazioni, perché «poteva essere un grande confronto sulla democrazia, non essere ridotto a dialettica politica su un singolo caso» – questi nuovi spazi comportano enormi problemi di democrazia.

La preoccupazione di Tremonti si estende anche a innovazioni tecnologiche quali iPad di Apple: dentro il tablet made in Cupertino – ragiona il ministro – c’è più tecnologia di quella accumulata in diversi secoli, «dalla candela alla lampadina». Per tutti questi motivi, risulta «più complesso capire la democrazia nello spazio virtuale che geografico». Ma il ministro si dice ottimista e crede che la democrazia «alla fine resti». Parola di Tremonti.

Autore: Andrea Galassi

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