Google è sempre il migliore o sta cedendo ad Apple, Microsoft e Facebook? Alcune considerazioni

Google Facebook Amazon Apple Microsoft Business Internet Search Advertising Smartphone Tablet

Amazon, Apple e Facebook stanno recintando Internet. E Google rischia di restare fuori dal centro della scena. Anche Microsoft lavora ai fianchi BigG.

Andrea Galassi 

I giorni folli, caotici e idealistici di Internet stanno per finire. E con la scomparsa di un modello aperto della Rete potrebbe venir meno anche il successo di Google. La tesi porta la firma di Keith Woolcock, analista e giornalista, con un passato in Nomura, Merrill Lynch, Daily Telegraph e Mail on Sunday, e un presente in CNBC e in qualità di fondatore di 5thColumndIdeas. Una tesi esposta sulle pagine del Time.

Le praterie, scrive Woolcock, erano un tempo aperte e tutti potevano percorrerle. Poi sono arrivati gli allevatori e hanno messo i recinti. Analogo scenario si sta realizzando in Internet. Apple, Amazon e Facebook stanno piazzando le staccionate, e Google sembra relegato al di fuori degli spazi recintati. Un login su Facebook, e l’utente è fuori dal campo d’azione di Google. Un login ad Amazon, e Google rimane fuori. Un download di un app da App Store, e l’accesso ad Internet e l’uso di un servizio web sono effettuati al di fuori della prateria percorsa da Google. E che rischia di restringersi sempre di più.

Google ha Android, è vero. E anche Google+. Ma questi non sembrano essere sufficienti per invertire la direzione. Facebook è un continente, Google+, al massimo, una metropoli. Almeno per ora. E se è vero che Android è il sistema operativo più diffuso al mondo, è altrettanto vero che oltre la metà delle ricerche mobili muovono dagli utenti di iPhone. A differenza di Apple, che controlla iPhone e iOS, Google non dispone della gestione e del controllo completo di Android. Samsung, HTC e gli altri produttori di smartphone e tablet Android possono adattare il sistema operativo ai loro scopi. Amazon, addirittura, ha preso Android, lo ha personalizzato, lo ha impiegato a bordo del tablet Kindle Fire e ha impedito l’accesso degli utenti ad Android Market, indirizzandoli verso il suo store di app.

Una Internet recintata pregiudica il successo del modello di business sinora seguito da Google. Perché solo con una Rete priva di paletti Google può continuare a mietere denaro attraverso il search e, quindi, tramite la pubblicità. In sostanza, i principali pericoli per il business di Google muovono dall’aumento esponenziale del ricorso alle piattaforme di social networking, e agli smartphone e ai tablet. Anche Microsoft sta lavorando ai fianchi Google. Approfittando delle polemiche che hanno investito BigG in seguito all’annunciata modifica norme sulla privacy e dei termini di servizio dei prodotti Google, Microsoft ha invitato gli utenti di Internet ad abbandonare Gmail in favore di Hotmail, Google Search in favore di Bing, Chrome in favore di Internet Explorer e le Google Apps in favore di Office 365. Google non ha mancato di replicare.

Google, in ogni caso, è ancora una potenza, conclude Woolcok. Ma non sembra più essere l’epicentro dello zeitgeist.
 

Commenta La Notizia!