Google Drive: prova e commenti
La pressoché totalità delle prove eseguite dagli esperti sembra premiare il nuovo servizio di archiviazione e di sincronizzazione cloud di Google.
Google Drive sembra mantenere pressoché tutte le promesse firmate dall’azienda di Mountain View. A eccezione di alcuni problemi in fase di upload di contenuti video, riscontrati per esempio da Mark Hachman di PCMag. Tra i punti di forza di Google Drive, le funzioni per la collaborazione in tempo reale, mutuate da Google Docs. La possibilità di condividere documenti, fogli di lavoro e presentazioni in real time con i propri colleghi di lavoro è veicolata al meglio. È possibile inserire commenti a qualsiasi documento, immagini e video inclusi, e ricevere notifiche degli interventi dei collaboratori.
Pollice all’insù anche per la capacità di Google Drive di riconoscere parole all’interno di documenti scannerizzati attraverso una tecnologia OCR (Optical Character Recognition) in dote al servizio. Google spiega che tale tecnologia è ancora in fase di ottimizzazione e promette miglioramenti nel futuro. Tuttavia, il sistema non sembra deludere le aspettative degli utenti. Altro punto di forza di Google Drive è costituito dalla possibilità di archiviare qualsiasi documento e di accedervi da qualsiasi luogo e in ogni momento. È l’approccio anytime/anywhere. Mancano, a dire il vero, una app per iPhone e iPad e una app per cellulari intelligenti Windows Phone. Google è al lavoro per rendere disponibile una applicazione Google Drive per Apple iOS. Nessuna informazione, invece, sullo sviluppo di un client per Windows Phone. Possono fruire di Google Drive in mobilità gli utenti di smartphone e tablet equipaggiati con Google Android. Google Drive può inoltre essere installato su PC Windows o su Mac.
Caricare documenti su Google Drive, e scaricare contenuti dallo stesso, sono operazioni decisamente veloci. Certo, le prestazioni di Google Drive in termini di velocità di upload e di download dipendono dalle effettive performance delle linee ADSL e/o mobili cui si affidano gli utenti.
L’utilizzo di Google Drive muove dalla necessità di disporre di un account Google. Evidenzia Steven J. Vaughan-Nichols su ZDNet che tale prerequisito potrebbe non essere gradito agli utenti di Internet preoccupati del recente aggiornamento alle norme sulla privacy introdotto da Google. Appaiono piuttosto evidenti, tuttavia, le motivazioni che spingono Google a richiedere l’attivazione di un account. Google Drive va a inserirsi nell’ecosistema di servizi web-based firmati Google, ovvero rappresenta un tassello del mosaico composto da Google+, Gmail e compagnia.
- Articolo precedente Fusione fredda Athanor da gruppo di studenti romani per sfidare E-cat
- Articolo successivo Migliori cellulari: Samsung batte Nokia e iPhone