Google chiude sei servizi online e licenzia le prime 100 persone: la crisi tocca tutti.

Google sta per tagliare 100 posti di lavoro e alcuni servizi on line ritenuti ormai inutili.

Redazione 

Ci siamo. Dopo le prime indiscrezioni e la notizia di un documento riservato, è arrivato il primo annuncio ufficiale di Google: a breve saranno tagliati 100 posti di lavoro.

Nel blog ufficiale di BigG, l’azienda di Mountain View ha anche annunciato un cambio di registro in merito alle assunzioni. Google sta ancora assumendo, si legge nel post, ma ad un ritmo ridotto. Le attuali condizioni dell’economia non permettono di proseguire nella politica di recruiting sin qui adottata. «Il nostro primo passo è stato la diminuzione di tutti i nostri contatti con le persone esterne al gruppo e con i vendor incaricati di reclutare servizi per Google». E ora, appunto, i primi tagli che riguardano 100 addetti alle assunzioni.

Ma le forbici si apprestano a tagliare anche alcuni servizi ritenuti oramai inutili. Gli utenti dovranno presto dire addio a Google Video, il sito di video sharing nato prima dell’acquisizione di YouTube. Non ha senso tenere in piedi due servizi simili, soprattutto alla luce del fatto che YouTube riscuote un grande successo di pubblico, anche se Google sembra non essere riuscita ancora in pieno a monetizzare il bacino d’utenza.

Sta per andarsene anche Google Catalogs, che doveva servire a pubblicare vetrine web e cataloghi aziendali in Rete e a offrire quindi visibilità alle aziende. Un servizio ormai poco significativo dato che attualmente quasi tutte hanno oramai un proprio sito Internet con tanto di catalogo di prodotti e servizi. Scarso successo ha ottenuto anche Notebook (Blocco Note in italiano), il servizio per prendere appunti durante la consultazione del web. E sta per essere chiuso anche Dodgeball, il servizio di mobile social networking acquisito nel 2005. Jaiku, altro concorrente di Twitter, rimarrà attivo, ma sarà affidato insieme al codice open source alla comunità di sviluppatori di Google App Engine. Stessa sorte per Mashup Editor.

Autore: Andrea Galassi

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