Google AdSense bloccato e cancellato in Italia? Sotto inchiesta dall'Antitrust.

L'Italia è l'unica nazione al mondo dove il programma pubblicitario AdSense di Google è sotto inchiesta.

Redazione 

L'Italia è l'unica nazione del mondo dove Google viene condannata per un video da un tribunale. L'Italia è anche l'unica nazione al mondo dove Google è riuscita a concludere un accordo con il Governo per mettere online gratis per tutti gli utenti del mondo 1 milione di testi delle Biblioteche Nazionali di Firenze e Roma. L'Italia è l'unica nazione al mondo dove il programma pubblicitario AdSense di Google è sotto inchiesta. Cosa penseranno dell'Italia Google e gli USA?

Probabilmente che abbiamo dei governanti quanto meno un po' contraddittori. Pronti a lanciarsi in rivoluzionarie imprese online (la biblioteca online) e poi capaci di farsi bloccare dalle lobby (che a ben vedere però giocano un ruolo centrale anche nell'economia USA) in uno dei settori più trainanti e rivoluzionari di tutti, ovvero quello della pubblicità online su Internet. Ancora una volta, infatti, è la lobby dell'editoria che, dopo aver denunciato Google all'Antitrust per Google News, adesso spinge per un controllo approfondito sui ricavi derivanti dalla pubblicità online di Google.

Le ragioni sono comprensibili, perchè AdSense, pur con i suoi limiti (ma proprio grazie alle sue enormi potenzialità per gli investitori, permettendo loro di fare una pubblicità targhetizzata come mai prima), attira milioni di euro di pubblicità che viene sotratta proprio ai giornali che si ostinano a guardarsi bene dal fare un accordo con BigG a livello di advertising. Accordi, o meglio alleanze, che molti dei più grandi gruppi editoriali mondiali hanno, invece, sottoscritto con condizioni assai più favorevoli di quelle date da Google ai singoli siti web.

L'indagine dell'Antitrust sembra proprio voler difendere i piccoli siti web, i piccoli publisher indifesi che scrivono su blog e siti che danno fastidio (o iniziano a darne) ai grandi gruppi editoriali. La tendenza dei netizen infetti è quella di dare sempre più importanza alle fonti di informazione minori, ritenute più libere da condizionamenti imposti e capaci di divulgare informazioni al di là degli schemi delle logiche delle grandi case editrici, orientate a difendere in modo più o meno esplicito gli interessi di grandi potentati economici o di fazioni politiche. Ovvio che in queste condizioni i grandi gruppi editoriali detestino il fatto che Google garantisce ai piccoli delle condizioni di tutto rispetto. Meno ovvio il fatto che non provino a stabilire accordi più vantaggiosi facendo leva sulla propria forza contrattuale.

In ogni caso, l'indagine aperta dall'Antitrust ha l'obiettivo di comprendere se AdSense violi le regole della pubblicità, perché la percentuale spettante agli editori non è comunicata da Google in modo chiaro e trasparente. E, infatti, nel contratto stesso che gli editori sottoscrivono, Google parla proprio di discrezionalità del calcolo degli introiti, del fatto che può modificare senza preavviso il contratto in essere anche riguardo i prezzi o i pagamenti agli editori. In effetti però va detto che sono clausole normali, di un contratto trasparente basato su clausole che se gli editori condividono firmano, altrimenti, semplicemente, ricusano.

In generale, chi lo ha firmato di solito si è detto entusiasta, visto che Google, come molte delle società USA, ha un'etica anglossasone nella gestione del business che difficilmente si può riscontare in Italia. Va detto inoltre a vantaggio del colosso di Mountain View che Google AdSense ha permesso a migliaia di persone in tutto il mondo, se non milioni, di poter aprire un sito e di esprimere le proprie idee liberamente, facendo di questo un lavoro principale o secondario, e comunque capace di garantire quegli introiti monetari piccoli o grandi che permettono di continuare a far crescere la propria attività amatoriale o professionale online. In questo senso Google AdSense può essere inteso come una garanzia di libera espressione del web e democrazia. Cosa che ovviamente si scontra con gli oligopoli nelle cui mani finora si sono concentrati tutti i media italiani.

Google AdSense rischia di essere cancellato o bloccato in Italia? In effetti forse dobbiamo avere più paura che Google si ritiri dal nostro Paese piuttosto che attenderci che l'Antitrust arrivi a trovare qualcosa di illecito. E se AdSense abbandonasse l'Italia, molti dei siti minori e a conduzione amatoriale finirebbero per chiudere.

Il paradosso tutto italiano è che per mantenere integra la salute del web made in Italy dobbiamo sperare che Google, una potenza economica americana, non venga colto in fallo, anziché confidare in politiche governative oculate e attente alle esigenze di un'informazione egualitaria e intimamente democratica. Un paradosso che, attualmente, non sembra aperto a nessuna forma di soluzione. 

Autore: Marcello Tansini

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