Dati personali rubati a milioni: sanitari, genetici, dei redditi gestiti da pubblica amministrazione

Il furto dei dati personali è uno dei reati informatici più comuni e frequenti. Qualche dato.

Redazione 
Affidare dei dati personali a sistemi informativi comporta dei rischi. Primo tra tutti il furto, che avviene tramite la forzatura delle protezioni del sistema da parte di malintenzionati o semplicemente mediante l’accesso a computer e dispositivi di archiviazione lasciati incustoditi. In qualche caso rubare un computer portatile aziendale può portare a impossessarsi di una quantità di informazioni sensibili estremamente riservati.

Punto Informatico dà qualche dato: negli USA 55 milioni di dati e in Europa 25 milioni sono stati trafugati nell’ultimo anno.

Si tratta di informazioni che contengono dati strettamente personali, come nomi e cognomi associati a dati sensibili di carattere sanitario, operazioni finanziarie, coppie userid e password, numeri della carta di credito. A questi si aggiungono messaggi personali, video e immagini con contenuti privati e altri contenuti da non divulgare.

Uno dei casi più eclatanti è stata la sottrazione di dati personali, medici e finanziari relativi a 40.000 persone, conservati dalla società americana Tenet Healthcare. In questo caso a compiere il misfatto è stato un dipendente, che li ha rivenduti illecitamente.

Un altro caso rilevante è stato il furto di dati clinici di 5.000 pazienti dall’ospedale di Dudley nel Regno Unito.

Perfino i dati genetici di 4.000 malviventi, archiviati su CD, sono stati rubati mentre venivano spediti dall’autorità olandese a quella inglese.

Nel solo Regno Unito sono addirittura 37 milioni i cittadini che hanno subito furti di dati personali negli ultimi tre anni.

Di fronte a questo continuo trafugamento di informazioni raramente la società dell’informazione agisce in modo da mettere in campo dei sistemi di protezione più sofisticati. E il rischio di consegnare i propri dati personali a chi non dovrebbe assolutamente vederli, aumenta...

Autore: Pierluigi Emmulo

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