Foto su Facebook:infermiera ospedale di Torino pubblica foto ironiche su pazienti.Sospesa e indagini

Un'infermiera di un ospedale di Torino ha pubblicato su Facebook foto di alcuni pazienti dopo averle ritoccate in modo ironico. Immediatamente è stata sospesa dal servizio e sono state avviate indagini sull'eventuale violazione di privacy.

Redazione 

Antonella Montaldo, un’infermiera dell’ospedale “Le Molinette” di Torino ha pubblicato alcune foto di pazienti nel gruppo di Facebook denominato “Pronto soccorso and friends”. Le foto erano state ritoccate e risultavano offensive della dignità dei pazienti stessi. Per questa ragione, l’amministrazione del nosocomio ha varato un provvedimento urgente di sospensione della dipendente.

Non basta: sono stati deferiti alla commissione disciplinare anche tutti gli altri infermieri identificati nelle foto pubblicate dalla Montaldo. Contemporaneamente è stata anche aperta un’indagine di natura penale, che concerne la possibile violazione della privacy dei pazienti dell’ospedale, causata dalla diffusione di dati sensibili e personali concernente il proprio stato di salute. L’analisi della procura punta a determinare innanzi tutto se dalle foto pubblicate è effettivamente possibile risalire all’identità delle persone riprese.

Numerosi infermieri si sono immediatamente difesi prendendo le distanze dal comportamento della Montaldo e dichiarandosi estranei all’iniziativa di pubblicare sul social network più in voga del momento le immagini incriminate.

La vicenda è ancora in evoluzione, ma va intesa come monito sul corretto utilizzo dei portali in rete in cui è possibile diffondere ogni genere di contenuto. Se è vero che il Web 2.0 ha reso estremamente più semplice e accessibile da parte di qualsiasi utente della Rete la divulgazione di immagini, testi, video e musica, è sempre più frequente un impiego di questi canali lesivo della privacy di terzi. Basta infatti pubblicare una foto in cui è presente un’altra persona per mettersi a rischio di essere denunciati per diffusione non autorizzata di dati personali, soprattutto in quei casi in cui dall’immagine si possono dedurre informazioni sensibili, attinenti per esempio alla religione, alla posizione politica o allo stato di salute. Proprio come è accaduto alla Montaldo.

Autore: Arianna Bernardini

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