Foto di pazienti di un ospedale su Facebook. Scandalo.

Un'infermiera dell'Azienda Ospedaliera Universitaria 'Santa Maria della Misericordia' di Udine ha pubblicato su Facebook un album fotografico in cui erano ritratti medici e colleghi del reparto di terapia intensiva con dei pazienti.

 

Quando si condividono in Rete informazioni e immagini, è bene avere consapevolezza che quei dati potrebbero diventare di dominio pubblico e ledere la privacy delle persone.

Sembra essere stata piuttosto sprovveduta un’infermiera di 29 anni dell’Azienda Ospedaliera Universitaria «Santa Maria della Misericordia» di Udine, che ha pubblicato su Facebook un album fotografico contenente 48 scatti in cui erano ritratti medici e colleghi del reparto di terapia intensiva. L’infermiera voleva condividere le foto con i suoi amici, ma ha praticamente reso le immagini disponibili per tutti gli utenti del social network.

Un lettore del Corriere.it ha segnalato il fatto al quotidiano, che ha dedicato un articolo alla vicenda. Il problema principale delle foto pubblicate non riguarda tanto l’identità di medici e infermieri, ma di alcuni pazienti che, seppur sullo sfondo e non ripresi direttamente, possono comunque essere riconosciuti.

I responsabili della direzione hanno deciso di bloccare l’accesso a Facebook ai dipendenti e avviato un’indagine interna. L’infermiera, in lacrime, si è scusata, spiegando che pensava che il suo album fosse privato e di averlo pubblicato come ricordo per alcuni colleghi prossimi alla pensione.

La Polizia Postale di Udine ha chiesto alla giovane di rimuovere le foto incriminate, mentre sulla vicenda è intervenuto anche Francesco Pizzetti, Garante per la Privacy, sottolineando che in questo caso Facebook non ha colpe e che si tratta di un problema deontologico. Le persone, ha detto Pizzetti, dovrebbero essere più consapevoli quando utilizzano la Rete.

Autore: Andrea Galassi

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