Financial Time gratis su Internet: la decisione segue quella del New York Times
Dopo il New York Times, anche il quotidiano londinese sceglie la via del tutto gratuito. Ma con un limite: 30 articoli al mese. Per distinguere tra lettori saltuari e quelli fedeli
Le grandi manovre nel mondo dell'informazione online non sono finite. E sembrano andare tutte nella stessa direzione: contenuti gratuiti. Nemmeno due settimane dopo la decisione del New York Times di offrire tutti i propri contenuti gratis, ecco che anche Ft.com, il sito del Financial Times, si muove lungo lo stesso solco. Anche se con un po' più di timidezza e con un pizzico di innovazione.
Il quotidiano economico britannico, fin qui rigoroso seguace del modello ad abbonamento, ha annunciato che dalla metà di ottobre tutti gli articoli del suo sito saranno disponibili senza che sia necessario sborsare una lira. Gratis, dunque, ma con un limite: 30 articoli al mese. Oltre questa soglia, il lettore dovrà sottoscrivere un abbonamento, esattamente come avviene oggi. In questo modo il giornale della City è convinto di distinguere tra utenti occasionali, quelli che magari arrivano sul sito per leggere seguendo una segnalazione su un blog, e i lettori fedeli, molti dei quali sono professionisti del settore, disposti a pagare un abbonamento per accedere all'informazione economica d'alta scuola prodotta dal quotidiano.
Attraverso questa distinzione, Ft.com conta di ottenere un doppio risultato. Da una parte, salvare gli introiti derivanti dagli abbonati al sito (101 mila persone che pagano 98,99 sterline all'anno o 8,25 sterline al mese) e che, secondo fonti dell'ambiente, generano entrate annuali comprese tra i 7 e i 9 milioni di sterline. Dall'altra, far entrare i contenuti dell'edizione online nella conversazione della blogosfera, farli circolare in rete, aumentare dunque gli accessi al sito e di conseguenza le entrate pubblicitarie.
Come è noto, la maggior parte degli accessi a un sito web derivano dai motori di ricerca e da link da fonti esterne piuttosto che da utenti che arrivano direttamente al dominio della testata. Togliere le barriere ai propri contenuti diventa così un passo cruciale per aumentare gli accessi. Tuttavia, è il ragionamento del Financial Times, bisogna continuare a coltivare quella nicchia preziosa di affezionati. Di qui, l'idea di porre il limite di 30 articoli, cifra non casuale.
Come spiega Ien Cheng, responsabile del sito, "abbiamo studiato attentamente il modo in cui le persone raggiungono il nostro sito. Abbiamo sempre pensato che il giornalismo che produciamo abbia un valore per i nostri lettori più fedeli". Al momento, Ft.com raccoglie 6 milioni di visitatori unici al mese.
Una massa di utenti sempre più interessante dal punto di vista economico. Secondo quanto afferma il giornale, infatti, il lettore online e il lettore dell'edizione cartacea hanno lo stesso valore. Grazie agli abbonamenti e alle inserzioni di prestigio che un sito con un grande marchio e specializzato in contenuti economici riesce ad ottenere, l'utente virtuale e quello reale producono all'azienda entrate simili. Un dato che contrasta con l'esperienza della maggior parte dei quotidiani, per i quali il rapporto tra il valore prodotto dal lettore della carta e quello in rete varia da 1 a 5 a 1 a 20.
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