Filtri su collegamenti Internet permessi, no alle disconnessioni P2P per UE. Ma telenovela continua.

Il Parlamento Europeo ha bloccato il Pacchetto Telecom, il progetto di regolamentazione del settore delle TLC a livello UE.

Redazione 

Il Parlamento Europeo ha bloccato il Pacchetto Telecom, il progetto di regolamentazione del settore delle TLC a livello UE.

Il Parlamento doveva votare sulle tre proposte legislative che compongono l’intero pacchetto: la revisione del quadro per le comunicazioni elettroniche (relatrice Catherine Trautman, PSE), la direttiva sui diritti (relatore Malcolm Harbour, PPE-DE), la creazione di un nuovo organismo europeo di regolamentazione delle TLC chiamato BEREC (relatrice Pilar del Castillo, PPE-DE).

Gli europarlamentari si sono espressi a favore del cosiddetto emendamento Trautmann, che vuole impedire, in assenza di un provvedimento dell’autorità giudiziaria di competenza, il blocco dell’accesso a Internet alle persone scoperte a scaricare illegalmente contenuti digitali sui circuiti P2P, sostenuto dai fautori della Dottrina Sarkozy. Tuttavia, l’aula di Strasburgo ha respinto gli emendamenti che avrebbero impedito l’attuazione di pratiche di filtraggio da parte dei provider europei. L’eurodeputata socialista Trautmann ha preso atto del voto e ha detto che l’intero Pacchetto Telecom dovrà tornare di nuovo in conciliazione.

La telenovela, dunque, continua, anche in vista della fine dell’attuale legislatura, che scadrà tra un mese circa. Il nuovo Parlamento, dunque, dovrà accordarsi con il Consiglio Europeo per ridefinire il Pacchetto Telecom. Luigi Di Liberto, portavoce di Scambio Etico, parla di vittoria e di sconfitta al contempo, perché l’Europarlamento ha tenuto sui diritti civili, ma ha ceduto sulla neutralità della Rete.

Autore: Andrea Galassi
 

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