Filtrare, rallentare e bloccare il P2P e il traffico relativo: qualche provider italiano ammette
Gli Internet Provider italiani filtrano il traffico, offrendo più banda larga per alcuni servizi e limitandola quando l'utente utilizza servizi di file sharing P2P ?
Punto-Informatico ( http://punto-informatico.it/ ) ha ripreso lunedì scorso con un interessante articolo il tema sempre molto caldo almeno da quasi due anni sul fatto che gli Internet Provider italiani filtrino il traffico, offrendo più banda larga per alcuni servizi e limitandola quando l'utente utilizza servizi di file sharing P2P.
Nel 2006 era scoppiata la polemica quando Libero aveva ammesso ( ora c'è anche nelle sue policy ) di poter limitare il traffico "esagerato" ad uso di programmi P2P come BitTorrent, WinMx o Emule.
( http://www.webmasterpoint.org/speciale/2006feb20-Libero-ammette-di-filtrare-traffico-P2P.asp )
Ma quanto doveva essere "esagerato" tale traffico, che soglia doveva superare ?
E' un fatto che gli utenti di blog e forum si lamentano affermando che quando attivano qualsiasi programmo di scambio files la connessione rallenta fortemente o cessi di funzionare.
Tutti i provider fornitori di connessione, sia ai tempi della polemica riguardante Libero, sia ora intervistati da Punto-Informatico.it smentiscono nettamente di limitare il traffico P2P.
Ma la maggior parte o quasi tutti si sa ufficialmente o per indiscrezioni che utilizzino servizi come il Service Control Engine di Cisco per controllare e filtrare il traffico.
Simili applicazioni sono utilizzate anche negli Stati Uniti ed è doveroso sottolineare che non necessariamente limitino o blocchino il P2P, ma è anche vero che il traffico relativo allo scambio files raggiunge punte maggiori del 90% con problemi in particolari orari critici.
( http://www.webmasterpoint.org/speciale/2007feb09-traffico-internet-p2p-provider-vendono-banda-overbooking.asp )
E' la tesi che "sposa" Filippo Galbiati, il manager di Tele2 che ha sicuramente ha il merito di aver parlato chiaro a Punto-Informatico nell'intervista rilasciata.
Galbiati ammette che Tele2 utilizzi il Service Control Engine di Cisco per controllare il traffico di Rete. Le connessioni p2p verrebbero limitate e non bloccate da Tele2 e soltanto nelle fasce orarie più critiche, cioè quelle serali e pre-serali, in modo che il grande utilizzo di banda da parte delle applicazioni p2p non danneggi gli utenti che usano la rete per attività tradizionali.
E' da sottolineare che sia importanti provider internazionali che quelli italiani si sono rifiutati di diventare "poliziotti della Rete" come richiesto dalle associazione discografiche e cinemataografiche denunciando gli utenti che utilizzino il P2P per scambiare files illegalmente.
( http://www.webmasterpoint.org/speciale/Internet-provider-controllano-traffico-p2p-dei-propri-utenti-abbonati-01072006.asp )
Non solo: i tanti disservizi della Rete Internet italiana possono anche essere legati alla sua vecchia struttura e all'incapacità di fornire realmente la banda che i vari povider dicono di garantire nelle proprie offerte.
E' altrettanto chairo che un duplice intervento del Governo e degli organi competenti ( meglio se a livello europeo ) è necessario: dare delle regole rigide che obblighino alla trasparenza i provider che offrono banda larga e d'altra regolare il P2P una volta per tutte.
Senza dimenticare, che in Italia la Rete di telecomunicazioni deve esserere riammodernata da Telecom Italia, dal Governo o da entrambi.
Per leggere l'intero artiolo di Punto-Informtico e l'intervista galbiati di Tele2:
http://punto-informatico.it/p.aspx?id=1920373&p=2&r=PI
Fonti:
http://punto-informatico.it/
http://www.downloadblog.it/
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