Film e programmi TV su Internet: Mediaset e RAI fermi ai video, nonostante la tecnologia posseduta.

La maggior parte del materiale video on line messo a disposizione da RAI e Mediaset riguarda podcast, brevi filmati di anteprima, riassunti realizzati in maniera opinabile. Niente di davvero utile e pienamente fruibile.

Redazione 

Come spesso accade, in campo tecnologico sono gli Stati Uniti a lanciare una tendenza. Il settore dei video on line, partito come tentativo di sperimentazione e verso il quale non sono mancati atteggiamenti di scetticismo, sta prendendo sempre più piede.

Sui siti web a stelle e strisce l’utente ha una scelta davvero ampia. Grazie anche all’aumento dei costi di distribuzione, Internet è concepito come strada alternativa per distribuire prodotti che difficilmente troverebbero spazio nei canali tradizionali. Ne sono un esempio i film e i documentari provenienti dai più diversi festival cinematografici, da Cannes al Sundance al Tribeca.

Si tratta perlopiù di prodotti minori, a volte di nicchia, che attraverso la Rete trovano una propria visibilità e testano le proprie potenzialità anche commerciali. Spesso, infatti, il tam tam parte dal web per poi estendersi al mercato tradizionale.

Si crea, in questo modo, un altro indotto economico, del quale beneficiano sia gli autori e gli artisti minori o emergenti, sia l’industria tutta, anche quella parte di essa ancora convinta che Internet abbia solo portato perdite dovute alla pratica del file sharing.

In Italia, invece, che succede?

Succede che Rai e Mediaset hanno entrambi un sito web che potrebbe costituire la piattaforma per fare streaming e mettere film e telefilm a noleggio o in programmazione differita rispetto alla televisione. Ma non fanno (quasi) nulla.

La maggior parte del materiale video on line messo a disposizione dai due principali attori della comunicazione made in Italy riguarda troppo spesso podcast, brevi filmati di anteprima, riassunti realizzati in maniera opinabile. Niente di davvero utile e pienamente fruibile.

E pensare che, per esempio, la presenza di Mediaset sul web è tutt’altro che trascurabile. Il gruppo ha da pochi giorni deciso di distribuire spezzoni video delle proprie trasmissioni tramite Libero, il quarto portale video più importante del panorama Internet italiano. Addirittura dal giorno dopo la messa in onda televisiva.

Ma, ripetiamo, si tratta pur sempre di spezzoni. Perché, dunque, non osare di più? Perché non guardare, anche solo per un attimo, oltreoceano?

Autore: Pierluigi Emmulo

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