Film famosi gratis da vedere su YouTube: accordo quasi fatto tra Google e le major

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YouTube potrebbe presto introdurre all'interno del suo portale di video sharing film completi provenienti dai cataloghi delle principali major cinematografiche.

Redazione 

YouTube potrebbe presto introdurre all’interno del suo portale di video sharing film completi provenienti dai cataloghi delle principali major cinematografiche. A rivelare la possibile novità è CNET, che si sbilancia anche nell’indicare l’inizio del nuovo progetto, che dovrebbe partire entro tre mesi.

Prosegue, quindi, la strategia di Google, proprietaria di YouTube, volta ad ampliare l’offerta del portale e ad attirare investimenti pubblicitari, in modo da monetizzare l’enorme bacino di utenti che ogni giorno si connettono a YouTube. Una strategia iniziata con l’apertura di Screening Room, la sezione dedicata ogni settimana a 4 nuovi film scelti tra produzioni indipendenti, film maker e festival, e rinforzata con l’accordo stretto con CBS Corporation per la messa on line di alcune delle serie televisive prodotte dall’emittente televisiva americana, fra le quali Star Trek, Beverly Hills 90210, MacGyver e Dexter.

Google è consapevole che la gran parte delle case cinematografiche si mostra piuttosto scettica all’idea di distribuire i propri contenuti on line, perché non sono ben chiari i ritorni economici generati dalle pubblicità inserite prima, durante e dopo i filmati. Soprattutto non appare così forte la volontà delle aziende di investire in pubblicità in siti di video sharing come YouTube, perché si manifesta la preoccupazione che i contenuti pubblicitari possano risultare indigesti agli utenti e quindi controproducenti. Sinora le aziende hanno guardato con sospetto YouTube anche per la presenza di contenuti generati e inseriti dagli utenti, che potrebbero rivelarsi inappropriati o sgradevoli, minando la credibilità di un’eventuale pubblicità associata agli stessi.

Ecco perché Google ha cambiato strategia, coinvolgendo prima produzioni indipendenti ma garantite sotto il profilo della qualità, poi la CBS e ora le major cinematografiche. Due sono i possibili risultati della svolta operativa: mettersi al riparo dalle accuse di favorire materiale protetto da copyright e attirare investimenti pubblicitari alla stregua di quanto avviene per esempio su Hulu.

Autore: Pierluigi Emmulo

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