FBI: Facebook, Twitter e siti web sotto controllo. Con ACTA e SOPA Internet libera a rischio

Acta e Sopa minacciano Internet libera

Mentre continua la mobilitazione contro le proposte di legge come SOPA e ACTA (e, in Italia, anche quella dell'on. Fava), l'FBI decide di mettere sotto controllo social network e siti web.

Roberto Laghi 

Non si fermano i tentativi di controllo della Rete che ormai provengono da più parti e si pongono obiettivi diversi: ormai la motivazione non è più solamente la battaglia in difesa del diritto d'autore ma emergono anche esigenze di controllo e sorveglianza in nome della sicurezza e della gestione delle emergenze.

L'ultimo annuncio viene dall'FBI, che vuole mettere sotto controllo Facebook, Twitter e gli altri social network. Per fare questo avrebbe già iniziato a cercare aziende in grado di realizzare sistemi avanzati di monitoraggio continuo. A diffondere la notizia è stata la rivista New Scientist: in un documento dell'FBI del 19 gennaio scorso, infatti, si legge che l'agenzia vuole utilizzare le informazioni disponibili sui social network e su altri siti per rispondere meglio a crisi ed emergenze. Il bando per la ricerca di un'azienda che possa fornire un sistema di controllo adatto alle esigenza dovrebbe chiudersi il 10 febbraio prossimo.

Con questo sistema tutti i siti, con tutti i contenuti, compresi commenti e interazioni, sarebbero potenzialmente sotto controllo, in nome di non chiare esigenze di sicurezza, quelle che, a partire dall'11 settembre 2001, hanno permesso il passaggio di ogni tipo di misura restrittiva in molti ambiti.

In un periodo in cui gli utenti della Rete (e tutti i cittadini che hanno a cuore diritti e libertà) si stanno battendo contro progetti di legge volti a limitare drasticamente la circolazione dei contenuti, questa non è certo una bella notizia. Non bastano i progetti di legge come il SOPA o, per rimanere in Italia, le proposte assurde come quella dell'onorevole Fava della Lega Nord. Adesso c'è anche ACTA contro cui combattere, a maggior ragione oggi, all'indomani della firma dell'accordo da parte dell'Unione Europea.

Unione Europea che sta lavorando anche per uniformare le legislazioni dei vari paesi in materia di protezione dei dati personali, per arrivare a una normativa unica, applicabile su tutto il territorio dell'Unione.

Gli utenti della Rete non dormono sonni tranquilli. Non che le leggi non servano, anzi. Ma sicuramente devono andare in una direzione completamente diversa rispetto a quella che la politica sembra voler intraprendere in queste settimane.

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